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GRAZIE LO STESSO

08/05/2005 16.53.00

MILANO – Un gol episodico, in un primo tempo povero di emozioni da una parte e dall'altra, un gol di Trezeguet raccolto sulla strada della partita decide la supersfida di San Siro. Nel secondo tempo il Milan ci crede, si riversa, ci prova, ma non viene sostenuto dal guizzo giusto. Cose che sucedono e che vanno accettate, senza intaccare in nulla e per nulla la qualità della stagione della squadra di Ancelotti che è entrata nel mese di maggio da protagonista sia in campionato che in Champions League. Pressata dagli impegni di una stagione intensissima e gravata da una partita dopo l'altra, la formazione rossonera non è riuscita a trovare il ritmo nel primo tempo e ha pagato oltre misura il guizzo del centravanti francese della Juventus cui si sono aggiunte nella ripresa altre occasioni bianconere. Ma è stato il Milan, nella seconda parte, a guardare più spesso negli occhi il pareggio. Questa volta, soprattutto sul palo di Inzaghi, non è andata bene. Pazienza e grazie lo stesso. La partita: con il ritorno al centrocampo più utilizzato e collaudato degli ultimi anni rossoneri, Gattuso-Pirlo-Seedorf, il Milan si presenta a San Siro sotto gli occhi di Silvio Berlusconi per la partita dell’anno nel massimo campionato italiano. A rispondere allo schieramento milanista che, rispetto ad Eindhoven, propone Tomasson al posto di Ambrosini con il passaggio allo schieramento a due punte, c’è una Juventus senza particolari novità rispetto all’annunciato con Del Piero in campo dal primo minuto al fianco di Trezeguet. Risolto a favore di Appiah, a centrocampo, il ballottaggio con Blasi. Gran sole a San Siro e suggestiva come sempre la coreografia rossonera con la scritta: Ti seguirò ovunque Tu sarai. Dedicato alla squadra rossonera.
Le prime fasi sono interlocutorie con un Milan che tiene di più la palla e una Juventus che sembra più reattiva sul piano della corsa e del pressing. Sheva viene innervosito da un paio di fischi per fuorigioco e dal fallo fischiato contro di lui in attacco, ma le decisioni della terna arbitrale ci stanno tutte. C’è un’incursione rossonera nell’area avversaria dopo un calcio di punizione di Pirlo, ma la difesa juventina allontana senza patemi. Nei primi dieci minuti, portieri sostanzialmente inoperosi. Al 12’ Carlo Ancelotti si arrabbia per un fuorigioco di Shevchenko, mentre un minuto dopo Zambrotta mette una bella palla in mezzo nell’area rossonera per il bell’intervento nel gioco aereo di Jaap Stam. Zero a zero, ma dopo un autorevole inizio del Milan salgono i giri del motore della Juventus. Al 17’ tocca a Seedorf cercare le punte con un cross radente, ma nell’area di rigore della squadra ospite sono i difensori di Capello ad avere la meglio. Al secondo fallo di Nedved su Kakà, il brasiliano si fa sentire da Collina ma si continua a giocare. Ma la prima grande occasione arriva al 18’: superba apertura di Kakà che libera Sheva davanti al portiere, il Fenomeno del Mar Nero si decentra, supera Buffon, ma a porta vuota non riesce a crossare per Tomasson. San Siro, tutto esaurito, aveva accompagnato l’azione trattenendo il fiato, sperando e incitando. Il Milan gioca meglio rispetto a Firenze e rispetto ad Eindhoven. Dopo un tiro-cross di Zambrotta che non spezza l’equilibrio, il centrocampo del Milan perde però due-tre palloni che tolgono ritmo alla costruzione rossonera. Tutto questo porta rapidamente al gol della Juventus che al 27’ segna con Trezeguet di testa dopo una caparbia azione di Del Piero seguita ad una fuga nata per un intervento a vuoto di Nesta su Nedved. Il difensore rossonero, era diffidato, viene anche ammonito per il fallo commesso prima della rete del francese. La rete è frutto del basso ritmo della fase difensiva rossonera e premia una Juventus che non è mai apparsa veramente brillante nella prima parte della gara. Il Milan va in svantaggio per la terza volta consecutiva in otto giorni fra campionato e Champions League. Un gol inaspettato, un gol concesso dal Milan che costringe adesso la stessa squadra rossonera ad attaccare una Juventus ben chiusa nella propria metà campo. Un tiro di Del Piero fermato in due tempi da Dida e una palla persa da Kakà e Seedorf dimostrano che il Milan ha accusato il colpo e non trova gli spazi, la freschezza e la lucidità necessari per arrivare pericolosamente alla conclusione. Alla resa dei conti il punteggio più giusto sarebbe lo 0-0, ma decide l’episodio di Trezeguet in un primo tempo che si conclude all’insegna del fallo pressoché sistematico su Kakà in tutte le zone del campo.

Il secondo tempo inizia all’insegna della novità in casa rossonera con Serginho largo a sinistra e Pirlo che resta negli spogliatoi. Il Milan si ridistribuisce in campo con la difesa a tre, un centrocampo a quattro con Cafu-Serginho sugli esterni e Gattuso-Seedorf in mezzo, il solito assetto davanti. Sul primo traversone di Serginho da sinistra, la deviazione rossonera non arriva ma all’interno dell’area di rigore bianconera era scattato l’allarme. Il Milan va all’assalto: prima una punizione di Seedorf a ridosso dell’area di rigore juventina e poi un tiro di Cafu che mette in difficoltà Buffon prima di uscire. Passa ancora qualche minuto prima del ruggito di San Siro per l’ingresso in campo di Pippo Inzaghi al posto di Tomasson. Ed è subito palo clamoroso di Inzaghi servito alla grande da Shevchenko. E’ il 12’, tutto lo stadio urla al gol ma la palla non entra dopo l’uscita di Buffon che era stato superato ma che viene salvato dalla parte bassa del palo stesso. Al 16’ buona trama bianconera con Emerson che calcia sull’esterno della rete concludendo sotto misura da una posizione molto angolata alla destra di Dida. La Juventus torna a vivere un buon momento che culmina nella traversa colpita di testa da Del Piero al 19’ con la difesa rossonera che si fa sorprendere dal calcio piazzato. L’ingresso di Rui Costa al posto di Seedorf irrora nuovo sangue offensivo nelle vene rossonere. Subito due assist del portoghese creano emozioni attorno a Pippo prima e a Sheva poi. Il secondo tempo del Milan procede a strappi, fino al 27’ ci sono stati un paio di periodi buoni e intensi, altri di attesa e ritmi bassi. Il Milan reclama due rigori, il primo per una trattenuta di Zambrotta su Cafu lanciato a rete, il secondo per una deviazione con il braccio di Cannavaro che impedisce al tiro scoccato dallo stesso Cafu di centrare lo specchio della porta. La Juventus risponde con un tiro di Nedved. I bianconeri continuano a pizzicare con le palle di Nedved calciate da lontano, ma il Milan attacca in maniera più consistente e convincente.

MILAN: Dida; Cafu, Nesta, Stam, Maldini; Gattuso, Pirlo (dal 46’ Serginho), Seedorf (dal 65’ Rui Costa) ; Kakà; Shevchenko, Tomasson (dal 55’ Inzaghi).

JUVENTUS: Buffon; Pessotto, Thuram, Cannavaro, Zambrotta; Camoranesi (dal 59’ Birindelli), Emerson, Appiah (dal 79’ Blasi), Nedved; Del Piero, Trezeguet (dal 76’ Zalayeta).

ARBITRO: Collina di Viareggio (Assistenti Mitro e Farneti, Quarto uomo Preschern).

MARCATORE: Trezeguet al 27’.

AMMONITI: Nesta, Zambrotta, Emerson, Blasi. 

TEMPO DI GIOCO: 45’ nel primo tempo. 45' + 5' nel secondo tempo.