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ANCELOTTI, MALDINI E SEEDORF IN CONFERENZA STAMPA

24/05/2005 13.40.00

Alle 10.30 ora locale, 11.30 a Istanbul, si è tenuta all’Ataturk la conferenza stampa ufficiale Uefa della squadra finalista A, il Milan. A parlare di fronte a una platea di 400 persone tra giornalisti, fotografi, cineoperatori e cameraman, al tavolo della Coppa dei Campioni, sono stati l’allenatore rossonero Carlo Ancelotti, il Capitano Paolo Maldini e Clarence Seedorf, unico giocatore ad avere vinto la Champions League con le tre squadre con cui ha giocato, Milan, Ajax e Real Madrid. Presenti per il Milan anche il direttore della comunicazione Vittorio Mentana e Riccardo Coli.
Carlo Ancelotti in apertura: ‘Oggi è una bellissima giornata, perché il Milan ha raggiunto l’obiettivo che si era prefissato a inizio stagione: essere a Istanbul. Spero domani sia una giornata ancora più bella. Il Milan tiene molto a questa coppa’. Alla domanda di un giornalista inglese, ha risposto: ‘No, il muezzin non ci ha disturbato il sonno, abbiamo dormito bene’. Sul modo in cui il Milan affronteà questa partita, Ancelotti ha detto: ‘Il Milan deve giocare bene, in maniera leale, corretta; non è importante segnare subito, l’importante è giocarsela per 90 minuti. Il Milan ha iniziato a preparare questa partita da 10 giorni, da quando è finita la gara contro il Lecce. Contiamo di essere pronti. Il Presidente Berlusconi ci ha esortati a fare bella figura, perché tiene molto all’immagine della sua squadra. Ha esortato i giocatori a essere tenaci e determinati, a volere la vittoria, a giocare con tanta volontà’. Il tecnico ha poi confermato la presenza in campo di Hernan crespo dal primo minuto, aggiungendo: ‘Valuteremo la sua situazione dopo la finale. Penso però che si troverà una soluzione per farlo rimanere, perché la volontà del giocatore e della società è che lui rimanga’. Sul Liverpool: ‘E’ una squadra ben organizzata, veloce in contropiede, equilibrata e compatta, non difensiva; quando deve difendere lo fa bene, quando deve attaccare lo fa bene; non credo che il Liverpool domani giocherà una partita difensiva, verrà qui a giocare la sua partita’. La stampa inglese ha punzecchiato il Mister sulle due punte; Ancelotti, tra il seri e il faceto, ha risposto: ‘In questa stagione abbiamo sempre giocato con tre punte, e lo faremo anche stavolta. A volte abbiamo addirittura giocato con 4 punte. Forse voi non ve ne siete accorti, ma i nostri difensori sì. Chiedete a Maldini…’. La risata del Capitano. ‘Non verrò licenziato’, ha aggiunto Ancelotti, ‘se le cose andranno male. Perché le cose andranno bene’. Sul campionato: ‘Non abbiamo perso lo scudetto, siamo arrivati secondi dopo aver disputato un ottimo campionato. Se ci fosse un premio per come la squadra si è comportata in campionato glielo darei’. Infine, sui rigori: ‘Ci siamo allenati, ma i rigori in una finale sono soprattutto una questione psicologica, non tecnica. Ricreare la stessa situazione in allenamento è impossibile. Ci siamo allenati, ma è un allenamento che non ha importanza’.
Paolo Maldini, alla sua settima finale, ha ripercorso il suo rapporto con il Milan. ‘Il mio matrimonio con il Milan è riuscito perché io sono un giocatore ambizioso e ho incontrato sul mio cammino una squadra ambiziosa. Questo abbiamo in comune io e il Milan’. Su questa finale: ‘C’è differenza tra giocare la finale con una squadra italiana, come è successo a Manchester,e una straniera: essendo la Champions League una competizione di respiro europeo, giocare contro una squadra non italiana dà qualcosa in più in fascino. Il Liverpool non è una squadra inesperta, la sua tradizione conta. Ma se la tradizione conta, credo che il Milan ne abbia di più. La nostra stanchezza in questo periodo è una stanchezza assolutamente normale per qualsiasi squadra a fine stagione. L’importante domani sera sarà vincere, non importa come. Proveremo a giocare bene, ma è una finale, l’importante è vincere. Se dovessimo riuscire a ottenere il risultato dopo una partita non brillante sarebbe comunque una bella dimostrazione di forza’. Il capitano ha parlato anche del suo incontro nel ritiro della squadra con Francisco Gento, vincitore di sei edizioni con il Real Madrid: ‘Mi ha dato una grande emozione incontrarlo. Mi ha detto che un solo giocatore può batterlo, e quel giocatore sono io. E che se fossi io a batterlo sarebbe molto contento’.
Clarence Seedorf: ‘Arrivare a una finale come questa è una cosa troppo bella da vivere; vincere, però, sarebbe ancora più bello. Rispetto alla finale di Manchester c’è un Milan più maturo, più consapevole, più abituato a grandi eventi; a Manchester c’erano più dubbi, ora ci sono più consapevolezze’.