CHIEVO-MILAN 2-1
03/12/2005 20.03.00
VERONA - Nove risultati utili consecutivi per la squadra di Pillon, quanto basta per far capire al Milan che con il Chievo non si scherza. La sfida di Verona apre una otto giorni fondamentale per la squadra di Ancelotti il quale si affida a Shevchenko-Gilardino in avanti supportati da Rui Costa. Tra i veronesi invece, assente D’Anna al centro della difesa, Pillon si affida al giovane Scurto mentre in attacco conferma la coppia Amauri-Pelissier.
L’avvio vede i rossoneri nel consueto pressing voluto da mister Ancelotti, ma l’occasione più pericolosa è per il Chievo che con Pellissier al 3’ colpisce l’esterno della rete difesa da Dida. La formazione veronese è ben messa in campo con una linea difensiva a 4 bloccata e due giocatori in continuo disturbo sui portatori di palla. I rossoneri dal canto loro riescono ad arrivare nei pressi dell’area avversaria con manovre molto avvolgenti ma quando si tratta di superare la barriera clivense, gli spunti non sono particolarmente brillanti. Tra i più intraprendenti nella formazione veronese è Semioli, il quale, con le sue puntate, tenta spesso di allargare la difesa milanista per agevolare gli inserimenti di Amauri e Pellissier. L’assetto rossonero vede Rui Costa e Pirlo avere il compito di cercare la profondità quando l’azione si dipana al centro mentre sugli esterni il Milan fatica a sfondare. E’ su un calcio piazzato dunque che la partita si sblocca a favore dei rossoneri. Al 22’ Pirlo pennella in area per Kaladze che prima si vede il colpo di testa respinto da Squizzi e poi riesce a ribadire in rete. Il gol del vantaggio da morale al Milan e in particolar modo a Kaladze il quale al 30’ è travolgente sulla sinistra e pennella un perfetto cross basso per Shevchenko, ma l’ucraino non si fa trovare puntuale con la battuta vincente. Pillon scuote i suoi e al 32’ il Chievo inchioda il Milan nella propria area di rigore: prima Dida respinge un pallone, poi Giunti liscia clamorosamente e alla fine Malagò colpisce il palo. Il Milan appare spaventato dalla rabbiosa intraprendenza avversaria e rallenta vistosamente il ritmo mentre gli esterni clivensi continuano ad attaccare a testa bassa. Dal timore per un possibile doppio svantaggio i veronesi si risvegliano più forti e cominciano a macinare gioco ma fortunatamente la difesa milanista è ben guidata da Maldini mentre Kaladze si occupa impeccabilmente di Semioli. Un Chievo più organizzato e caparbio costringe il Milan a soffrire e al 45’ inevitabilmente Pellissier trova il gol del pareggio. L’attaccante stoppa in area e batte Dida in girata. Sul punteggio di 1-1 termina il primo tempo.
Nel secondo tempo il Milan si trova privo di Maldini e Simic lo sostituisce fin dal primo minuto. Alla ripresa del gioco il Chievo torna in campo naturalmente più motivato mentre i rossoneri provano a riorganizzarsi con un possesso palla manovrato. Se nella prima frazione di gioco la difesa a quattro organizzata da Pillon aveva costituito una valida opposizione agli attacchi milanisti, sul punteggio di 1-1 il Chievo sembra quasi accontentarsi accorciando ancora di più il proprio asseto in campo e rendendo assolutamente impraticabili i pochi spazi concessi. I lanci lunghi del centrocampo del Milan non favoriscono il gioco di Gilardino e Shevchenko e allora Carlo Ancelotti medita alcuni accorgimenti. Al 17’ il Milan con un’azione manovrata arriva nei pressi della porta di Squizzi, ma la conclusione di Rui Costa è fuori misura. Al 20’ Ancelotti richiama Rui Costa e prova a gettare in campo la carta Kakà. L’allenatore milanista intuisce una certa stanchezza nelle fila avversarie e prova a giocare sulle ripartenze del brasiliano mentre dopo pochi minuti decide di gettare nella mischia anche Inzaghi al posto di Shevchenko. Effettivamente il Chievo appare in leggero affanno e Pillon ordina ai suoi ragazzi di accorciarsi maggiormente per non dare spazio agli attacchi avversari. Kakà in situazione di superiorità numerica prova ad attaccare al 30’, ma la difesa veronese raddoppia con efficacia. Pillon richiama Pellissier e manda in campo Obinna, nel Chievo poco cambia con il nigeriano pronto a sfruttare la sua velocità in contropiede. La sostituzione vincente è invece quella che il tecnico gialloblu effettua al 35’. Tiribocchi sostituisce Amauri e dopo pochi minuti con un perfetto diagonale batte Dida per il vantaggio del Chievo. Il Milan subisce il colpo e la squadra si spacca in due con il centrocampo troppo staccato da Gilardino e Inzaghi. Nei minuti finali i rossoneri accennano ad un forcing disperato, Inzaghi prova a trovare spazio tra Scurto e Mandelli, mentre Kakà non riesce a cogliere il tempo giusto nelle proiezioni offensive. Il Chievo di risposta impegna Dida con un calcio di punizione di Giunti al 44’ mentre Inzaghi dopo pochi secondi si vede chiuso da Squizzi lo spazio giusto per il possibile gol del pareggio. Dopo 4 minuti di recupero l’arbitro Pieri fischia la fine e il Milan trova una sconfitta inaspettata all’inizio di una settimana decisiva per le sorti della stagione.
CHIEVO-MILAN 2-1
MARCATORI: Al 22’ del pt Kaladze, al 46’ del pt Pellissier, al 37’ del st Tiribocchi
CHIEVO: Squizzi; Malagò, Scurto, Mandelli, Lanna; Semioli, Sammarco, Giunti, Franceschini; Amauri (dal 35’ del st Tiribocchi), Pellissier (dal 29’ del st Obinna). All. Pillon. A disposizione: Alfonso, Moro, Mantovani, Zanchetta, Luciano, Obinna, Tiribocchi
MILAN: Dida; Stam, Nesta, Maldini (dal 1’del st Simic), Kaladze; Gattuso, Pirlo, Jankulovski; Rui Costa (dal 19’ del st Kakà); Shevchenko (dal 24’ del st Inzaghi), Gilardino. All: Ancelotti.
A disposizione: Kalac, Simic, Vogel, Costacurta, Kakà, Vieri, Inzaghi.
AMMONITI: Malagò al 1’ del st, Simic al 7’ del st, al 18’ del st Jankulovski, al 23’ del st Nesta, Tiribocchi al 38’ del st.
ARBITRO: Pieri di Lucca, assistenti: Farina e Lion.