ECCO LA NUOVA MASCOTTE
16/02/2006 13.34.00

MILANO - E’ stata presentata oggi presso la sala Executive di San Siro la nuova mascotte del Milan. Si chiama 'Milanello' ed è la creazione dei geniali disegnatori di Warner Bros. che hanno ideato celebri personaggi come Bugs Bunny, Titti e Willy il Coyote. Nel realizzarla ci si è ispirati all’iconografia che la centenaria tradizione del Milan offre: vecchie locandine, poster, biglietti stadio e vari stemmi dei numerosi Milan Club presenti nel mondo. La nuova mascotte ha la faccia rossa, i capelli a punta 'ingellati' per essere moderna; indossa una maglia rossonera, i calzoncini bianchi, i calzettoni neri e ha un pallone in mano.
La conferenza stampa di presentazione ha visto la presenza di Adriano Galliani, amministratore delegato rossonero, e di Maurizio Distefano, general manager di Warner Bros. Consumer Products Italia. Anche Alberto Gilardino è intervenuto per dare il benvenuto alla nuova mascotte rossonera.
"Ispirandosi allo sport americano la mascotte sarà sempre presente", ha dichiarato Galliani.
"Ci potrà essere anche uno sviluppo futuro dei cartoni animati. E’ stato scelto ‘Milanello’ come nome perché già si conosce, è facile da ricordare, anche negli Stati Uniti e in Sud America viene pronunciato bene. Oggi è qui anche Gilardino, che si abbina bene con questo progetto perchè è giovane e ha segnato tanti gol".
"Si pensa che la mascotte rappresenterà il 50% del fatturato del merchandising futuro dei prodotti che ha in licenza la Warner Bros", ha continuato l'amministratore delegato rossonero.
"Dei primi 10 club d’Europa come fatturato relativo alla stagione 2004/2005 otto sono qualificati negli ottavi di Champions League. Se non si hanno le stesse dimensioni di questi club, non si può competere sul campo. Il mio compito è anche quello di incrementare il fatturato".
Di Stefano ha aggiunto:
"L’idea della mascotte era che fosse moderna ma anche che rispettasse la tradizione del Milan. Doveva essere dinamica, con la voglia di vincere e fare gol. Orgogliosa e forte, con il viso determinato e grintoso. Non doveva essere un disegno statico, piuttosto una mascotte che potesse prendere vita".