GRAZIE MISTER
10/12/2007 8.48.00
Massimo Ambrosini, in conferenza stampa, rispondendo alle domande su Ronaldo pone ad esempio la sue vicissitudini con gli infortuni. Secondo Ambro è stato fondamentale il sostegno di Ancelotti
(NELLA FOTO Massimo Ambrosini all'arrivo all'aeroporto di Tokyo)
YOKOHAMA - Il 70' piano, tanto in alto arriva il "Royal Park" del ritiro rossonero, può attendere. La conferenza stampa di Massimo Ambrosini è al 50esimo. Emozioni, signor vice-capitano? "Ci mancherebbe che non le provassi. Se non senti qualcosa per eventi di questo genere, è meglio che ti ritiri. Sarebbe davvero importante riportare in Italia una Coppa del genere. L'attesa per la prima partita, la semifinale, è in effetti un po' lunga, però dopo tanto tempo, una settimana di solo allenamento fra noi, tutti insieme, ci ha dato entusiasmo, ci siamo accorti che ci mancava. Abbiamo ritrovato il divertimento dell'allenarci assieme, cosa che non è da sottovalutare, non ci succede quasi mai. La tensione e la pressione sono in aumento, del resto questa è l'Intercontinentale e al di là dei proclami o della scala degli obiettivi, è una competizione importante in sè. Parlando fra di noi, abbiamo la sensazione che sia in arrivo un appuntamento importantissimo, in grado di dare la svolta alla nostra stagione che fino a questo momento è stata un po' particolare".
L'allusione di Massimo Ambrosini è allo svantaggio in campionato: "Diciannove punti in meno sono troppi. L'Inter ha mostrato una superiorità lampante su tutti, il distacco si può anche ricucire a piccoli passi, però noi in campionato abbiamo fatto troppi errori, errori che non abbiamo fatto in Champions League, abbiamo perso tanto terreno troppo in fretta. Questo ci toglie un po' di serenità in campionato, il distacco pesa, comunque abbiamo ancora sei mesi di campionato e la Champions League".
Poi domande e risposte brevi. Il presidente dell'Inter Moratti parla di un Milan che è qui per quello che ha fatto in passato..."Noi pensiamo a noi e basta". Il deferimento? "Non pensavo arrivasse così velocemente...". Ronaldo? "Può uscire da questo momento, sicuramente, però non è facile. Tante piccole situazioni di infortunio una dopo l'altra, finiscono per crearti un problema psicologico. A me sono capitati tanti piccoli infortuni in serie. In questi momenti devi trovare in te la forza di reagire. Qui al Milan i medici e noi compagni di squadra lo stimolano. Adesso ci vorrà una settimana in più o in meno, vedremo, ma anche se non sarà facile, ne verrà fuori".
Tu come ne sei uscito? "Intanto, devo dire che questo è stato fino ad oggi l'anno più bello della mia carriera e quindi della mia vita. Il rischio che vivevo io era quello di avere il sogno della mia vita, il calcio, fra le mani e non potermelo godere. Gli ultimi sette-otto mesi invece mi hanno dato serenità. Prima vivevo tutto a metà, entravo, uscivo...Cos'è scattato? Non lo so, razionalmente non posso spiegarlo. Io vorrei sottolineare il fatto che ho sempre avuto dalla mia la fiducia dell'allenatore. Carlo Ancelotti a luglio 2006 mi aveva detto che se avessimo potuto giocare con un altro modulo, con me stabilmente in campo, avremmo vinto e così è stato. Altri allenatori mi avrebbero magari caricato, ma nelle mie condizioni avrebbero sostanzialmente finito per accantonarmi. Invece qui mi è stato dato affetto nei momenti più delicati. Io ho avuto da ragazzo il problema di essere stato operato alle mie due ginocchia con tecniche diverse, con conseguenze sulla postura del corpo. Ci voleva un periodo particolare di lavoro per trovare il giusto assetto".
Le ultime riflessioni di Ambro: "Gioco troppo avanti? Vero, in qualche caso, per eccesso di generosità, mi spingo troppo. La fascia di capitano? Tutti ci tengono, è un'aspirazione legittima di tutti, ed è normalissimo che un giocatore del carisma di Kakà vi possa ambire. Domenech? Più ne parliamo e più gli diamo soddisfazione".
Mauro Suma