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UNA LEZIONE DA IMPARARE


Una giornata di sole e di sport, ottimamente organizzata dalla Pro Patria e da tutta Busto Arsizio, è stata rovinata da quelli che giustamente il patron bustocco definisce "quattro fessi"

MILANO - Busto Arsizio è una cittadina operosa e civile. Su questo non ci piove e non si transige. Il Milan ci tornerà: volentieri e a testa alta.
Ma i buu razzisti piccoli piccoli di oggi non potevano rimenere impuniti. A condannarli la vergogna che si deve saper provare quando, a causa di pochi, si sottrae a molti un sereno pomeriggio di sport.

Sugli spalti dello Speroni di Busto Arsizio, c'erano gli sportivi, le loro famiglie, i loro figli. C'erano le persone perbene dello sport, gli spettatori puri e sani che volevano stare insieme ad altri sportivi per godersi una bella amichevole. Queste persone sono state le prime a dissociarsi rispetto allo spicchio piccolo piccolo di stadio che ha reso impossibile la prosecuzione della partita.

Ad un certo punto tutto il Milan ha detto basta. Chi ha lo stesso colore del cuore di Boateng, Muntari e Niang non ne ha potuto più e ha deciso che era ora di dare una lezione a quei quattro sprovveduti. Erano in piedi con la loro ignoranza, ma era come se fossero rasoterra. "Facciamone tesoro di questa esperienza", ha detto giustamente Mister Allegri. "Torneremo", ha promesso a tutta Busto il nostro capitan Ambrosini.

E così sia, ma che il calcio italiano isoli definitivamente le presenze piccole piccole che infestano i nostri stadi.

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