10 agosto 2019

L'ESTATE E IL MERCATO: SUONA IL TELEFONO

Oggi Maldini-Duarte, ma ci sono state tante altre telefonate estive nella storia

Suggestivo il racconto del nuovo acquisto rossonero Léo Duarte: "Al telefono con Maldini, tremavo". Del resto le telefonate che cambiano la vita o il corso del mercato, nella stagione più calda, sono piuttosto frequenti. Anche nella storia rossonera. L'avvocato Leandro Cantamessa ricorda cosa accadde, al telefono e al computer, nell'estate del 2003: "Era Ferragosto e mi trovavo, forse sbagliando, su un'isola greca. Dopo aver sentito 1200 volte Leonardo per la trattativa Kaká, sentii Adriano Galliani e capii che bisognava mettersi al lavoro per il contratto". Ma non era così semplice: "Dovetti lasciare la spiaggia e cercare un computer in un albergo, poiché sedici anni fa non era possibile leggere le mail sullo smartphone".

Così, anche al telefono, nacque il contratto che portò Kaká al Milan: "Spedii il contratto del fuoriclasse brasiliano dal computer al mio studio, ma bisognava poi fare la versione in inglese e iniziai a dettare con una triangolazione tra l'isola greca, il mio telefono e il mio studio, che comunque andò a buon fine". Il giorno dopo, il 16 agosto 2003, grazie anche al telefono dell'avvocato rossonero, Ricardo Kakà sbarcava in giacca e cravatta all'aeroporto di Malpensa.

Léo Duarte e il proprio idolo Paolo Maldini, ricordando gli anni ruggenti del Milan di Champions League del nuovo millennio. Telefonate probabilmente decisive, sicuramente da ricordare. Come quella che, sempre nel mese di agosto, Adriano Galliani fece a Silvio Berlusconi nel 2002 e a Sandro Rosell nel 2011. Nel primo caso il dirigente rossonero era in barca a Ibiza insieme a Florentino Pérez. Il numero uno del Real Madrid fece all'a.d. milanista la confidenza che Rivaldo era in rottura con il Barcellona. A sua volta, Galliani informò Silvio Berlusconi e scattò l'operazione Rivaldo che aveva appena conquistato il titolo mondiale con il Brasile di Ronaldo in Corea e Giappone.

Nove anni più tardi, ancora e sempre Spagna. Ma Galliani da qualche giorno era sulla terra ferma, a Barcellona, per annodare i fili della trattativa Ibrahimović. Chi era in barca era Sandro Rosell, presidente del club blaugrana. Quando la proprietà e la dirigenza milanista concordarono l'offerta giusta, lo stesso Galliani telefonò al presidente Rosell per chiedergli di tornare in sede e di riaprirla per provare a finalizzare l'operazione. Telefonata positiva e Ibra il giorno dopo all'aeroporto dei voli privati Ata di Linate.

 

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