7 settembre 2011

UNA MAGLIA PESANTE

Queste le dichiarazioni odierne da Milanello di Ariedo Braida, Alberto Aquilani e Antonio Nocerino.

MILANELLO - Queste le parole di Ariedo Braida: "Pensiamo di essere coperti a centrocampo molto bene, come in tutto il resto della squadra. Aquilani e Nocerino non hanno bisogno di presentazioni. Di solito c'è il nostro Vice-presidente Galliani, oggi ne faccio io le veci perchè lui è impegnato altrove. Aquilani e Nocerino sono due bravissimi ragazzi, abbiamo notizie molto buone del loro comportamento, sanno di essere arrivati in una grande famiglia e hanno la giusta umiltà. Siamo contenti di avere questi due Nazionali che faranno molto bene anche con noi".

ECCO LE FOTO DELLA CONFERENZA DI OGGI A MILANELLO.

Alberto Aquilani: "Sono al Milan da dieci giorni, ho avuto modo di pensare e di capire che sono arrivato in un Club glorioso, uno dei più importanti al mondo. Adesso bisogna partire, con gli allenamenti, le partite, siamo carichi. Pirlo? Sarebbe un paragone sbagliato, siamo due giocatori completamente diversi, lui è grandissimo, in ogni caso solo essere accostato a lui è per me motivo di orgoglio. Qualsiasi giocatore vorrebbe far parte del Milan. Io ho capito che potevo venire al Milan due giorni prima di raggungere questo Centro sportivo, è stato tutto molto veloce. Milanello è incredibile, ti offre il cento per cento di tutto, io sono rimasto sorpreso dalla cordialità e dalla gentilezza di tutti, mi sono accorto in pochi giorni che questa è davvero una grande famiglia. Voglio vincere qualcosa di importante, il mio palmares non è ricchissimo. Prima mi si diceva che mancava la continuità, ma nell'ultima stagione ho giocato 40 partite per cui la continuità l'ho raggiunta. Voglio affermarmi qui e vivere la mia carriera qui. Nell'ultimo anno ho giocato un po' più arretrato alla Juventus, ma in un centrocampo a quattro a rombo posso fare l'interno sinistro o destro oppure il trequartista. Io mi sento al massimo una mezz'ala sinistra al cento per cento, non chiedetemi però di Mister X. Lazio e Barcellona adesso sono due partite complicate, due gare difficili, la Lazio è una buona squadra, il Barcellona lo conosciamo tutti, ma siamo il Milan e anche gli altri devono preoccuparsi. La Juventus? Sono grato, mi ha riportato in Italia e in Nazionale, adesso sono qui al Milan e sono contento che sia andata così. Avevo l'etichetta del giocatore rotto, l'anno scorso alla Juventus è stata positiva la quantità delle mie presenze, poi da Gennaio 2011 in poi la squadra è andata in calando. Totti e la Roma? Io ero abituato a questo, ogni anno ne esce una, secondo me alla Roma si sta aprendo un ciclo, ha una buona squadra, Totti è il simbolo di quella squadra ed è un gocatore importante, non merita tutte queste critiche. Bisogna vivere con pazienza il lavoro della nuova società, per quanto riguarda Luis Enrique si accorgerà anche lui di quanto è importante Totti quando lo metterà in campo".

Ancora Aquilani: "La Nazionale è una conseguenza di quello che fai nel Club, bisogna fare bene e dare il massimo. Per noi la Nazionale è importantissima e siamo contenti che ieri sia arrivata questa qualificazione. L'Inghilterra? Stavo benissimo, mi piace molto come vivono il calcio, forse fuori dal campo non è il massimo come ambiente, soprattutto per me che vengo da Roma, ma calcisticamente è il top. Mi è piaciuto fare l'esperienza di giocare in Inghilterra e dovessi consigliare qualcuno gli direi di andarci. Quando non giochi può esserci qualche problema, però se giochi con continuità e la squadra vince è molto bella l'Inghilterra. Allegri? Ho notato in lui grande determinazione, trasmette carica, tutti i giocatori che sono stati con lui me ne hanno parlato molto bene. La panchina? E' il campo che parla, quando vieni chiamato in causa devi cercare di meritare una maglia pesante, la maglia del Milan. Sarà una esperienza bella e affascinante, io ce la metterò tutta per giocare".

Antonio Nocerino: "Con Antonio Cassano e Alberto Aquilani ho un buon rapporto, in Nazionale mi sono informato sul Milan, ma la storia di questa squadra importantissima la conoscono tutti. Adesso sta a me meritare e sfruttare questa occasione. Io non ho mai vinto niente, voglio vincere, faccio parte di una società vincente, è il Club che ha vinto più di tutti. Io voglio avere la stessa mentalità del Milan e cercare di vincere il più possibile. Il Palermo mi ha fatto crescere, se sono qui lo devo al Palermo. Il Palermo in casa è una bella squadra, il pubblico fa la differenza. Noi però siamo il Milan e dobbiamo andare in tutti i campi per vincere. Se sono qui per me è un punto di partenza, non di arrivo, voglio convincere le persone che mi hanno scelto che non si sono sbagliate. Vorrei avere anch'io in carriera qualche gioia. Dove voglio giocare? Dove serve. La trattativa con il Milan è stata veloce, quando mi hanno detto del Milan durante gli allenamenti ero più su rispetto al settimo cielo. E' stata una operazione inaspettata ma che mi ha reso molto felice. L'Inter? Non cerco rivincite rispetto alla Coppa Italia, però vincere i derby e arrivare davanti a tutti è l'obiettivo di tutto il nostro gruppo. Per noi a Palermo era già stato un evento arrivare in una finale di Coppa Italia. La Juventus? Io le devo tanto, mi ha fatto crescere tantissimo, non ho rancori, ognuno fa le sue scelte. Loro quattro anni fa hanno scelto di cedermi e io mi sono rimesso in gioco, credo di essermi meritato questa opportunità".

Ancora Nocerino: "Con Gattuso non c'è stato modo di parlare, ho trascorso la mattinata a fare visite, a suo tempo riceverò consigli da tutti, anche da Rino che dice cose preziosissime come tutti i campioni che sono qui. I preliminari? Io sapevo che in caso di eliminazione, poi potevi giocare in un Club nelle coppe europee. Sono stato tranquillo. La Nazionale? Ogni giocatore ci spera sempre, è anche il mio obiettivo, ho faticato tanto per arrivarci e il mio posto me lo voglio tenere ben stretto. Quando arrivi in un grande Club come il Milan, ti giochi il posto con grandi campioni, però questo è un valore aggiunto, puoi migliorare e crescere. Gli stimoli fanno vincere. Secondo me ogni particolare è conseguenza dell'altro per arrivare poi a vincere".

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