25 ottobre 2011

IO NON MOLLO

Un momento umano e sportivo profondo, toccante, vero. Se ne è reso protagonista Rino Gattuso ieri a Milanello.

MILANELLO - Le frasi del dottor Tavana: "Rino ha una paralisi del sesto nervo cranico, Rino vede dieci decimi quindi non ha un problema di vista, in sè l'esordio del problema è stato relativamente lento, il sintomo pian pianino si è fatto sentire con un apice il giorno della partita con la Lazio. Immdiatamente abbiamo chiesto opinioni di specialisti che potessero aiutarci, per escludere la forma tumorale che non c'è, l'ictus che non c'è, una forma neurologica degenerativa che non c'è, un trauma che non c'è stato. Escludere le cose più importanti è stato l'inizio. Ci siamo rivolti a specialisti, ci siamo tenuti in contatto con gli Stati Uniti, con un neurochirurgo che parla italiano, il professor Coscarella, neurochirurgo di fama negli Usa che ci ha aiutato a tenerci in contatto con Miami. In Italia ci siamo rivolti prima al Fetebenefratelli, all'Istituto Oftalmico, poi al Besta, questo nei primissimi giorni, al prof Bianchi cattedratico di oculistica a Pavia e in ultima analisi al professor Campos, considerato uno dei maggiori esperti di questo problema che che tutt'ora lo sta curando. La prognosi non è delimitata, bisogna aspettare dai 2 ai 6 mesi per valutare l'evoluzione di questa situazione che potrebbe anche spontaneamente tornare alla normalità. La terapia dell'iniezione di botulino gli sta permettendo di ridurre questi sintomi: Rino guardando a sinistra, tende a vedere doppio. Questa è l'unica terapia che ci è stata prospettata. Come staff medico del Milan non tocca a noi prendere queste decisioni, ci siamo rivolti a specialisti".

Rino Gattuso: "Vorrei subito ricordare Marco Simoncelli, lo ricordo davvero con tanto affetto, la sua scomparsa mi ha fatto male. Per quanto mi riguarda invece in questi 45 giorni ne ho lette di tutti i colori, è per questo che siamo qui. Il dottor Tavana ha spiegato bene il problema, oggi eravate preoccupati sul mio ritiro dal calcio. Ci vuole ben altro per abbattermi, c'è di peggio nella vita, guardate ieri Simoncelli, io sto combattendo con un nemico invisibile, l'importante è non mollare e guardare avanti. Io provo l'occhio tutte le mattine quando mi sveglio, in questo momento credetemi non sto pensando al calcio, sto pendando al quotidiano, è brutto non portare i miei figli a scuola, non poter guidare la macchina, se levo gli occhiali vedo doppio. Però riesco a lavorare a livello fisico con continuità, faccio carichi di lavoro importanti, è questo che mi sta dando la forza di non mollare. Per me adesso la cosa più importante è tornare ad essere una persona normale nel quotidiano. Rudy e tutta la Società mi sono molto vicini, quando fai una Tac o una risonanza magnetica pensi ai tuoi figli che sono piccoli. Ne ho pensate di tutti i colori, quando abbiamo escluso il tumore o altro io ho tirato un sospiro di sollievo, Rudy me lo ha detto subito che era preoccupato e che dovevamo darci da fare. Gli occhiali? Intanto l'intervento è sconsigliato perchè per queste cose bisogna aspettare sei mesi, se l'occhio migliora e la lente mi dà beneficio vediamo. Davids è una cosa diversa, lui aveva un problema all'occhio, io ho un problema fuori dall'occhio, c'è un muscolo che non lavora. Davids alla Juventus venne operato e venne creato il drenaggio. Qui stiamo parlando del nervo che muove un muscolo, la situazione è diversa. Il mio infortunio non nasce dallo scontro con Nesta, al contrario è la dimostrazione del problema, io Sandro non l'ho proprio visto. Io ho voluto giocare a tutti i costi quella partita. Ho ancora quattro mesi davanti a me, poi potrebbe esserci l'intervento per rimettermi a posto i gradi dell'occhio. I dottori mi hanno sempre tranquillizzato, martedì farò la seconda puntura di botulino. Prima vedevo triplo, adesso vedo doppio, un miglioramento c'è stato. Io faccio 34 anni a Gennaio, ma a me questa cosa degli anni fa sorridere, finchè c'è l'entusiasmo...Quando sto bene fisicamente in pochi mi mettono i piedi in testa. e in ogni caso anche se non sto giocando, io sono sempre presente nello spogliatoio. Poi, certo, il calcio è la mia vita, mi ha dato fama e ricchezza, mi ritengo una persona molto fortunata. A livello fisico riesco a fare tutto, certo adesso non faccio le partitelle perchè non vedendo i miei compagni o la palla rischio di fare male a qualcuno. Ho questo problema da 45 giorni, se non sei forte mentalmente diventa dura, non riesci a scrivere una mail, non riesci a guardare la televisione. Non sono ipocrita, io ho temuto di peggio nella vita, non tanto nel calcio. Lì è stato bravo il dottor Galliani, è stato bravo Rudy Tavana, Rudy per Van Basten, spero non si arrabbi se lo dico, ha compromesso un matrimonio, c'è mancato poco che gli succedesse anche per me, mi ha seguito tantissimo, io gliel'ho detto scherzando spero di non farti divorziare, questo dimostra quanto mi è stato vicino. Al calcio sono tornato a pensare quando le cose più gravi sono state escluse".

Ancora il dottor Tavana: "Il 25 per cento delle paralisi del sesto nervo ottico non hanno una causa conosciuta, parliamo di un fenomeno raro, molte volte si risolvono spontaneamente. Ci sono forme tumorali, più preoccupanti, noi abbiamo fatto due risonanze confrontate con due neuroradiologi diversi per avere le nostre certezze. Spesso la risoluzione è dai due ai sei mesi in forma autonoma".

Rino Gattuso: "Mi sento importante nello spogliatoio, per tutti i miei compagni dopo tanti anni sono un punto di riferimento, poi chi mi conosce sa bene come è fatto il mio carattere, io ho entusiasmo anche quando dormo, questo fa parte del mio modo di essere. Se posso fare qualcosa per la Società, per i miei compagni di squadra, per tutto l'ambiente, io sono qui. Io voglio molto bene a tutta la famiglia Milan. Il problema si è manifestato quattro giorni prima di Milan-Lazio. Ricordo, faceva caldo, di aver chiamato il dottor Tavana. Gli dissi Rudy, sono due-tre ore che vedo un po' macchiato. Dovevamo fare una visita importante il lunedì 10 Settembre, ma non ci siamo arrivati perchè i venti minuti con la Lazio sono stati i venti minuti più brutti della mia carriera, mi sembrava di essere ubriaco, vedevo Ibrahimovic in quattro posizioni diverse, poi lo scontro è stato il pretesto per andare fuori. Io ascolto sempre il diavolo cattivo che mi dice di andare avanti e di non fermarmi. Io ho avuto la fortuna di essere famoso e di avere tante persone a disposizione, pensa a tutte le persone che non hanno neanche i soldi per andare dallo specialista più bravo...io penso a queste cose, io penso a quanto sono fortunato, c'è gente che sta a letto per mesi e mesi con lo stesso problema che ho io, invece io riesco a fare anche lavori fisici importanti. I miei compagni? Per sdrammatizzare mi prendono in giro, oggi l'occhio è più diritto, prima era storto e Ibra, Cassano, mi facevano i versi. Giocare sul mio problema, sdrammatizzare, è stato importante. Faceva un po' ridere vedermi con gli occhi storti, Cassano si è divertito. Abbiamo trovato il gioco che lo fa divertire. Io l'anno scorso ho fatto due-tre cavolate, dopo 15 anni di carriera non avevo compromesso il mio personaggio, ma potevo evitare. Però quando sono a contatto con la gente. vedo che mi stimano, che mi vogliono bene, a volte sbagliando e a volte no ma dico sempre le cose in faccia, e questo la gente lo apprezza. Essere veri a questo mondo è importante. Guarda Simoncelli, amava la vita, aveva sempre il sorriso, sempre disponibile, ed è per questo che l'Italia da ieri lo piange con amore incredibile. Io vengo da una battaglia molto dura, la Società mi diceva di non chiudermi a riccio, chiamavo Tavana anche alle due di notte. Alla fine speriamo di venirne fuori. L'importante è che dentro di me, e lo penso veramente, so che ci sono cose peggiori delle mie. La vita continua, le speranze le ho e conto di uscirne più forte di prima. Venti giorni fa eravamo io, Galliani e Tavana e ci avevano detto che c'era il rischio di non poter più giocare. Io la presi benissimo, Galliani mi ha detto subito non ti preoccupare che abbiamo bisogno di te in altri campi e in un altro modo, questa è stata una cosa bellissima, queste sono le cose che contano. Spero che mi vedrete ancora come calciatore, ma il calcio resterà il mio mondo, sia come calciatore che in altri campi".

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