24 giugno 2012

CLARENCE CI SALUTA

Clarence Seedorf, giovedì 21 Giugno, ha salutato il Milan dopo dieci stagioni di vittorie ed emozioni: "Sono stati dieci anni meravigliosi, non so ancora dove andrò".

MILANO - E' iniziata alle ore 12.20 di giovedì 21 Giugno la conferenza stampa di Clarence Seedorf in via Turati nella quale l'olandese ha dato l'addio al Milan. Presente anche l'amministratore delegato Adriano Galliani, che ha aperto la giornata celebrando uno dei grandi campioni della storia milanista:

"Clarence ha vinto 4 Champions League e mezza: ha vinto con l'Ajax, con il Real Madrid, dove la stava vincendo anche quando si trasferì all'Inter, due volte con noi. Il Milan ha giocato spesso bene, tutte le volte in cui accadeva Seedorf giocava alla grande. E' un calciatore top mondo, ha giocato da mezzala e da trequartista sempre su eccellenti livelli. A Monaco nel 2007 fu decisivo in una partita fondamentale. Fu un corteggiamento lungo per farlo venire da noi. Nel 2002 ci disse di sì, cominciammo con il Liberec, quella sera stessa riportammo Costacurta in organico e acquistammo Nesta, creando un Milan che rimase al vertice del ranking europeo per cinque anni. Era un Milan meraviglioso. Non ci voleva un genio per capire quanto fosse forte: in quell'Ajax straordinario, dove c'era anche Kluivert, mi innamorai di lui. Penso che ora lui potrà fare tutto, è una persona con molte qualità, farà altrettanto bene l'allenatore o il dirigente quando smetterà di giocare a calcio. Della squadra del 2007 che vinse l'ultima Champions ad Atene rimane solo Ambrosini, ma il Milan deve andare avanti. Ha sempre saputo gestire questi periodi, anche se mai come quest'anno la situazione è complessa: faremo il possibile per gestirla al meglio. Manca ancora un centrocampista, si è fatto male Muntari e l'abbiamo sostituito al volo con Constant".

Poi prende la parola Clarence: "Lascio dopo 10 anni fantastici, arrivai qui in un momento delicato della mia carriera dopo averci pensato a lungo e ora farò la stessa cosa. Dovrò valutare tanti aspetti, cercando un progetto che mi convinca: è quanto sto facendo. Sono felicissimo di come ho vissuto la mia esperienza al Milan, sono stati anni intensi, tante stagioni sono passate veloci come per tutte le cose belle della vita. Ringrazio il Presidente, Adriano Galliani, tutto lo staff, la gente di Milanello, tutti i tifosi che spero di salutare in modo dignitoso quando sarà il momento. Ringrazio l'Italia, sono stato qui 13 anni e ho fatto nascere due figli qui: ci sarà sempre un legame speciale, soprattutto con la città di Milano. E' stato un percorso molto importante, metà della mia carriera l'ho vissuta a Milan con tanti compagni che mi hanno permesso di essere sempre competitivo. Non è stato premeditato nulla, non avevo deciso nulla sino a qualche giorno fa: la scelta di lasciare il Milan è avvenuta solo da poco, il rapporto è tale che per un rinnovo avremmo comunque trovato un accordo. Oltre al rapporto professionale, ho chiesto anche consigli al Dottor Galliani nella mia vita. La prospettiva è di continuare a mantenere un rapporto professionale in futuro, se ci sarà la possibilità. Ho vissuto più tempo qui al Milan che con la mia famiglia negli ultimi dieci anni. Ora posso continuare la mia carriera altrove, scegliendo tra proposte competitive. Ma non sarà semplice, voglio fare la scelta giusta. Se piangiamo finisce il calcio. Clarence ha giocato 432 partite con noi, nessuno straniero ha fatto meglio, sono numeri incredibili. Ma dobbiamo andare avanti".

Ancora Seedorf: "Penso sempre al futuro, mi piace vivere esperienze nuove, con la società c'è sempre stato un clima e un rapporto sereno. Nel mio percorso ora devo fare questa scelta, è arrivato il momento. Le fotografie simbolo? Milanello, la vita di tutti i giorni, le persone che lavorano attorno al Milan. Poi Milan-Manchester United del 2007: non ho mai visto un San Siro così, un'energia pazzesca, un'unione mai vista prima, lì ho visto il Milan al massimo della sua capacità. Lascio una squadra che sta lottando per rimanere competitivo in Italia e in Europa, in un momento difficile a livello economico per tutti. Credo sia solo questione di tempo ritrovare la squadra di qualche anno fa, ci sobno generazioni che passano ma il Milan rimarrà ai vertici ovunque. E' nel suo DNA. Io sarò sempre vicino al Milan se ci sarà bisogno di un mio aiuto, di un supporto. Troveremo presto ragazzi che hanno saputo soffrire come è stato per Maldini, Costacurta, Cafu. La maglia numero 10? Sono contento vada a Ibra, ha il talento per onorarla al meglio. Penso di giocare ancora due anni, sto bene: correre avanti col tempo ora è inutile pensare ai prossimi passaggi della mia vita".

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