20 agosto 2004

LA SUPERCOPPA DI LEGA AL MILAN




Belli e vincenti, proprio come desidera il Presidente Silvio Berlusconi, presente in tribuna allo stadio di San Siro. Il Milan regala una prova di grande forza e concretezza battendo la Lazio 3-0 con tripletta d’autore di Andriy Shevchenko e conquistando così la quinta supercoppa di Lega della sua storia. Dopo 10 anni i rossoneri riportano quindi il trofeo in via Turati, successo che permette alla formazione milanista di conquistare il record di vittorie, balzando sopra la Juventus ferma a quota quattro. Il Milan riesce nel suo intento: vincere la gara con un gioco efficace e a tratti anche spettacolare. La squadra di Ancelotti conquista il doppio vantaggio nel corso del primo tempo con due gol del Fenomeno del Nero, sempre lui, poi firma il terzo gol ancora con Andriy nella ripresa. Da segnalare la stupefacente prestazione sulla fascia sinistra di capitan Paolo Maldini, semplicemente inarrestabile. Ma la prova rossonera è ottima nel suo complesso: Ancelotti può sorridere, il Milan anche. La stagione è iniziata nei migliori dei modi.

Nella prima gara ufficiale della stagione 2004-2005 Carlo Ancelotti schiera il modulo tipo 4-3-1-2. In difesa a proteggere il portiere Nelson Dida, spazio al capitano Paolo Maldini che, come previsto, occupa la fascia sinistra, al centro la coppia Nesta-Stam, a destra Marcos Cafu. A centrocampo spazio a Gattuso, Rui Costa nel ruolo generalmente affidato ad Andrea Pirlo e Massimo Ambrosini. Attacco a due punte con Shevchenko e Tomasson, appoggiati da Kakà. Il nuovo tecnico laziale Caso opta per un centrocampo numeroso formato da Lopez, Dabo, Giannichedda, Liverani e Cesar e un’unica punta: Muzzi.
In avvio di gara, le prima squadra a rendersi pericolosa in zona gol è la Lazio: Maldini, a due passi da Dida, anticipa Zauri imbeccato in buona posizione da Muzzi.
L’obiettivo dei laziali è presto svelato: chiudere gli spazi al Milan e imbrigliare la manovra rossonera attuando un pressing minuzioso e continuo. I rossoneri però non ci stanno e dopo un tiro dalla distanza di Dabo ben parato da Dida, costruiscono due buone occasioni. La prima vede protagonista al 10’pt Andriy Shevchenko con un destro che si spegne alla sinistra di Peruzzi, la seconda, più limpida, porta la firma di capitan Maldini. Il numero 3 rossonero si invola sulla sinistra scambia con Sheva e poi conclude di forza a rete, colpendo la traversa.
Si rivede la squadra di Ancelotti al 24’pt: Cafu dalla destra trova Tomasson, che conclude a rete, ma il suo tiro viene deviato sul nascere da Cesar in angolo.
Al 35’pt il Milan trova il meritato vantaggio e lo fa con un’azione bellissima sulla sinistra con Maldini che scambia bene con Ambrosini. Il centrocampista stoppa la palla, crossa perfetto e preciso per Shevchenko che, in mezza rovesciata, infila Peruzzi alla sua destra. Il Fenomeno del Mar Nero concede il bis al 42’pt: ancora Maldini fa partire l’azione dalla sinistra, poi crossa al centro, Shevchenko riceve e, questa volta di testa, supera ancora Peruzzi. I rossoneri non si fermano e dopo pochi secondi sfiorano il terzo gol: Kakà conclude dalla distanza, il portiere biancoceleste respinge, sulla ribattuta il Bambino d’Oro conclude alto. Il primo tempo si conclude quindi con il doppio vantaggio milanista:

Il secondo tempo si apre con una bella giocata da parte di Cafu: il brasiliano fa tutto da solo sulla destra, palleggia, entra in area e va al tiro, sfiorando il palo alla sinistra di Peruzzi. Due minuti più tardi si mette in luce l’altro brasiliano, Kakà: il bambino d’Oro regala una serpentina sulla fascia sinistra e un tiro bello e importante che sfiora il palo.
Lo strapotere milanista è evidente, la squadra di Ancelotti sulle ali dell’entusiasmo costruisce azioni efficaci e spettacolari. Come quella che vede protagonisti Kakà e Shevchenko: uno-due di tacco tra il brasiliano e l’ucraino che conclude, ma il suo tiro viene deviato. C’è una sola squadra in campo, quella rossonera, per una prova di forza che acquista ancora più efficacia se si ricordano le assenze di Seedorf, Pirlo, Pancaro e Inzaghi, uomini chiave del gioco milanista. Al 12’st bella azione di prima tra Sheva e Cafu, che si libera al tiro, ma Peruzzi anticipa Tomasson pronto al tapin vincente. Al 22’st è ancora grande Milan: dopo un bel colpo di testa di Andriy, Negro sulla linea riesce a fermare Tomasson e salva la Lazio. Lazio che però si deve nuovamente arrendere al 31’st: Ambro lancia al limite dell’area ancora Shevchenko, che al volo conclude e supera Peruzzi alla sua destra. E’ il terzo gol per una tripletta veramente entusiasmante del campione ucraino, già in grande forma.
Si rivede la squadra biancoceleste al 35’st con Zauri: il difensore conclude e impegna Dida, che in due tempi blocca comunque il tiro. A cinque minuti dalla fine ci riprova Zauri da distanza ravvicinata, ma Dida si oppone ancora alla grande e gli nega la gioia del gol.
Tripletta di Andriy, grande prova corale e la Supercoppa va al Milan. E’ subito tempo di festeggiare.

MILAN-LAZIO 3-0 (2-0)
Marcatori: 35’pt, 42’pt, 31’st Shevchenko (M)

MILAN(4-3-1-2): Dida; Cafu, Nesta, Stam, Maldini; Gattuso, Rui Costa, Ambrosini (32’st Dhorasoo); Kakà; Shevchenko, Tomasson (30’st Crespo-38’st Serginho)
Allenatore: Ancelotti
A disposizione: Abbiati, Costacurta, Kaladze, Dhorasoo, Brocchi, Crespo, Serginho

LAZIO (4-5-1): Peruzzi; Oddo, Negro, Couto (32’st Sannibale), Zauri; Lopez, Dabo, Giannichedda (43’st Corsi), Liverani, Cesar (10’st Di Canio); Muzzi
Allenatore: Caso
A disposizione: Sereni, Di Canio, Angeletti, Pandev, Sannibale, Delgado, Corsi
Arbitro: Collina
Recupero: 1’pt, 2’st


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