15 maggio 2004

MILAN-BRESCIA 4-2




Una festa riuscita, spettacolo, emozioni e sentimenti assicurati. In campo con una prova ancora convincente dei rossoneri impreziosita dai tocchi di Kakà e sugli spalti con il grande folclore di due curve, quella bresciana e milanista da tempo gemellate. Finisce il campionato, il Milan festeggia il suo diciassettesimo scudetto e finisce anche la grande carriera di un campione assoluto, Roberto Baggio. Una giornata esaltante, di spettacolo e sentimento, una giornata lontana dai tenti nervosismi del calcio. Per la cronaca vince il Milan 4-2, ma per una volta il risultato non conta, la festa può dunque proseguire, la festa dei campioni d’Italia.

Nella grande festa per il diciassettesimo scudetto Carlo Ancelotti non concede turn over e manda in campo i titolari di una trionfante stagione. Kakà si trova così a giostrare alle spalle delle due punte Sheva e Tomasson. Il mister bresciano De Biasi deve rinunciare a Martinez e disegna una difesa a tre con Gigi Di Biagio nella posizione di perno centrale. Roberto Baggio gioca la sua ultima partita da professionista alle spalle del bomber Caracciolo. Coreografia delle grande occasioni per quella che si preannuncia una grande giornata di sport e spettacolo.

L’avvio della gara è subito rossonero: bastano 50 secondi e i ragazzi di Carlo Ancelotti si presentano subito nei pressi della porta di Castellazzi con una conclusione di Gattuso favorita da una sponda di Tomasson. Le due squadre assolutamente prive di tensioni legate al risultato giocano fin dai primi minuti della gara a viso aperto concedendo tocchi morbidi alla platea. Il Milan è tuttavia la squadra che sembra voler premere maggiormente sull’acceleratore e al 4° Sheva si presenta ancora in area bresciana ma il suo diagonale è intercettato da un difensore biancoazzurro.
Il Milan gioca e bene, Kakà e Seedorf danno il la a tutte le azioni rossonere con classe, velocità e potenza. Al 9° una prorompente accelerazione proprio di Kakà mette Sheva nelle condizioni di battere a rete ma il tiro dell’ucraino finisce a lato alla sinistra di Castellazzi. Il Brescia di De Biasi con qualche difficoltà riesce ad uscire dalla propria metà campo subendo la costante pressione rossonera, solo al 12° ci prova il brasiliano Matuzalem ma il suo cross è facile preda di Abbiati.
Il Milan continua a macinare gioco favorito anche dalle non serrate marcature della difesa bresciana e quando Kakà al 21° si esibisce in una progressione di circa cinquanta metri l’effetto sonoro di San Siro è paragonabile a quello seguente un gol, il brasiliano tuttavia viene bloccato al momento della conclusione. Per annotare un’azione pericolosa del Brescia bisogna attendere il 27° quando una conclusione al volo di Bachini è deviata ad un soffio dalla traversa. Roberto Baggio uno dei protagonisti attesi della giornata non riesce a trovare palloni giocabili e allora le rondinelle provano ad allargare il gioco sulle fasce ma la difesa rossonera è sempre attenta negli anticipi sull’ariete Caracciolo. Al 35° il Milan sblocca finalmente il risultato, è Kakà in posizione centrale a servire Tomasson che di destro scarica il pallone alle spalle dell’incolpevole Castellazzi. Il gol del vantaggio è un autentica spinta adrenalinica per i ragazzi di Ancelotti che dopo soli due minuti raddoppiano con Sheva, veloce a ribadire in rete una conclusione di Cafu. Al 42° Kakà strabilia, accelera e crea i presupposti per un secco tre a zero ma Tomasson temporeggia sulla conclusione a rete e viene definitivamente chiuso dalla retroguardia biancoazzurra. In chiusura di primo tempo l’unico lampo di classe del Divin Codino nella prima fase di gioco: il campione di Caldogno disegna una perfetta punizione dai venticinque metri ma Abbiati risponde da grande campione.

Inizio ripresa senza sostituzioni per le due formazioni in campo con un Brescia apparentemente più motivato e caparbio nell’aggredire gli uomini di Ancelotti. Il danese Tomasson continua ad essere tuttavia ben ispirato e al 3° una sua conclusione torna a scaldare le mani di Castellazzi mentre Kakà continua a deliziare la platea con continue accelerazioni e cambi di passo. Al 7° il Brescia trova un po’ fortunosamente la rete che accorcia le distanze. Matuzalem da circa trenta metri scarica in porta un pallone che si infila, lievemente deviato, alle spalle di Abbiati. Come già successo al Milan nei primi quarantacinque minuti la rete bresciana regala morale agli uomini di De Biasi che con maggior nerbo provano ad impossessarsi del centrocampo portando un ispirato Brighi a dettare le trame offensive per le punte Baggio e Del Nero subentrato al 43° del primo tempo a Caracciolo.
Carlo Ancelotti prova allora a rimescolare le carte e richiama in panchina Andrea Pirlo inserendo Redondo. A distanza di pochi minuti al 13° il Milan porta a tre le marcature con l’ispiratissimo Kakà che spinge in rete un pallone finito sul palo dopo una conclusione di Tomasson. Con i rossoneri ampiamente padroni del risultato escono Tomasson e Gattuso ed entrano Rui Costa e Brocchi. Il Brescia sembra alle corde ed il Milan comincia allora a provare azioni di fino per divertire il pubblico. Roberto Baggio continua nel tentativo personale di emergere dalla morsa della difesa comandata da capitan Maldini ma forse il Codino sente nelle gambe la grande emozione di un addio sempre più vicino. Ci pensa allora Rui Costa al 20° a portare a quattro le marcature milaniste con una conclusione a ridosso del limite dell’area di rigore, imparabile per Castellazzi. Le due squadre si allungano e le marcature diventano spesso approssimative in un incontro ormai finalizzato al puro spettacolo ed allora ecco che ancora Matuzalem al 24° trova la seconda rete bresciana ancora con una conclusione dalla lunga distanza. Al 31° cerca gloria anche Brocchi ma la sua conclusione è respinta da Castellazzi. Le azioni si susseguono, il Brescia cerca evidentemente di mandare in rete Roberto Baggio mentre il Milan agisce di rimessa portando spesso Sheva nei pressi della porta delle rondinelle. In una partita ormai decisa sul campo il minuto 39 rimane certo il più emozionante ed intenso. Roberto Baggio esce dal campo, raccoglie l’applauso dei tutto San Siro e abbandona il calcio. Sono attimi nei quali diversi sentimenti si mischiano, il campione saluta tutti, ci mancherà.


MILAN-BRESCIA 4-2
Marcatori: Al 35° del p.t. Tomasson, al 37° del p.t Shevchenko ,al 7° del s.t. Matuzalem, al 13°del s.t. Kakà, al 20° del s.t. Rui Costa, al 24° del s.t. Matuzalem

MILAN: Abbiati; Cafu, Nesta, Maldini, Costacurta; Gattuso (dal 16° del s.t. Brocchi), Pirlo ( dal 10° del s.t. Redondo), Seedorf ; Kakà; Tomasson (dal 14° del s.t. Rui Costa) , Shevchenko
A disposizione: Fiori, Kaladze, Rui Costa,Redondo , Borriello Ambrosini, Brocchi
Allenatore: Ancelotti

BRESCIA: Castellazzi; Petruzzi, Di Biagio, Dainelli; Bachini,Brighi ( dal 23° del s.t. Stankecicius), Matuzalem, Mauri, Castellini; Baggio; Caracciolo ( dal 43° del p.t. Del Nero)
A disposizione: Agliardi, Stankevicious, Maniero, Del Nero, Guana, Schopp, Colucci
Allenatore: De Biasi

Arbitro: Giannoccaro Ammoniti: Recupero: 1’pt, 7’st



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