31 luglio 2007

IL MOMENTO GIUSTO

La Nazionale è fra le cose più belle della vita di una persona e di un calciatore, mi spiace molto. Ma ci sono troppe partite nel calcio di oggi e ogni tanto il corpo deve riposare. Così Nesta oggi sulla Nazionale

MILANELLO - Le conferenze stampa di Alessandro Nesta a Milanello non sono molte ma non sono mai banali. Sono vere. E lo è stata anche questa, al di là dell'annuncio fatto da questo campione del Milan e dell'intero calcio italiano.
Partiamo dai temi azzurri.

LA NAZIONALE
Sandro Nesta: "La mia avventura in Nazionale finisce qua. Ci sono troppe partite nel calcio di oggi. Ho visto che se ogni tanto riposo riesco ad avere un buon rendimento. Ho sempre affrontato gli impegni, i ritiri e le partite con la Nazionale in maniera molto seria. Anche a fine stagione quando hanno detto che non ero andato in Nazionale per sposarmi, non era proprio così. Non sono andato in Nazionale non perchè dovevo sposarmi ma perchè di fatto consideravo questo discorso già finito, altrimenti mi sarei sposato dopo. Per adesso è così, discorso chiuso. Fra quattro anni vedremo, se ci sarà la possibilità di vestire la maglia azzurra prima della fine della carriera vedremo. Io ho fatto 6 operazioni nel corso della mia carriera, mi è spiaciuto molto saltare un Mondiale vinto, poi mi sono rotto la spalla. Ci ho pensato e ripensato tanto, potevo anche continuare, ma alla fine ho valutato che questo era ormai il momento giusto per decidere. In Nazionale sono sempre andato, ho fatto quasi 80 partite, mi spiace moltissimo. Con Donadoni nessun problema, non ho mai avuto problemi con tutti gli allenatori con cui ho giocato. Mi sono sentito anche durante l'estate con Gigi Riva, con altre persone, ci ho pensato sopra più volte prima di prendere una decisione definitiva. Adesso eccomi qua, dopo 6 operazioni qualcosa devi mollare. Maldini? Ci siamo visti anche in vacanza ma non mi ha consigliato nulla, la decisione è tutta mia. In Nazionale mi sono infortunato spesso nelle grandi competizioni di fine stagione, perchè è più facile farsi male dopo 50-60 partite che all'inizio della stagione. Totti? Non so, io vado per la mia strada, forse il suo e il mio sono casi simili, ma non so. La panchina con l'Ucraina non c'entra nulla. Anzi, ci stava, ero reduce da infortunio. L'ultimo Mondiale? Quando siamo partiti per la Germania mi sentivo bene, poi però mi sono dovuto fermare. Sono stato contento per la vittoria ci mancherebbe, ma mi è spiaciuto non essere in campo per la Finale. A una cosa tengo molto: ringrazio tutti i compagni storici che ho avuto in Nazionale, ad esempio con Cannavaro, Buffon e Zambrotta abbiamo iniziato nell'Under 21, e tutto lo staff. Ringrazio il presidente Abete, Gigi Riva, gli addetti stampa, i magazzinieri, tutti".

IL MILAN
Sandro Nesta: "Il Milan e la Nazionale per me sono sullo stesso piano. Entrambi mi hanno dato soddisfazioni e notorietà. Il mio bilancio definitivo con la Nazionale? Poteva andare meglio, potevo raccogliere qualcosa in più. I medici mi dicono che ho recuperato al cento per cento, però poi sei tu che devi sentire come stai realmente e come puoi stare in futuro. Io ho visto che dopo i tre mesi di riposo a Miami ho finito molto bene la stagione con il Milan. Se il corpo ogni tanto riposa, le cose vanno meglio. Il Milan è contento della mia rinuncia alla Nazionale? No, il Milan è contento di dare i giocatori alla Nazionale, il Milan ci ha fatto i complimenti quando siamo tornati dal Mondiale, questa è una società orgogliosa dei successi azzurri dei suoi giocatori. Io e il Milan? Da quando sono qui ho fatto tre finali di Champions League di cui due vinte, una semifinale e un quarto di finale di Champions League. Queste sono le cose che ti dà e che ti fa fare il Milan. Adesso in rosa, qui a Milanello, ci sono dieci giocatori, tutti di altissimo livello, la difesa e il resto della squadra sono molto forti. Ce lo siamo detti e lo abbiamo detto anche alla Società: se arriva qualcuno realmente in grado di fare la differenza  bene, altrimenti stiamo così. Il mercato dei difensori? Per me Barzagli è un grande giocatore, non dico che deve venire al Milan sia chiaro, ma per me è molto forte. Per il resto pensiamo molto al Mondiale per Club, manca dal palmares di molti di noi, anche se dobbiamo vivere una giornata e fare una cosa alla volta, adesso c'è Mosca. Digao? Sta smaltendo un infortunio ma ha un gran fisico e nei test dimostra di avere molta resistenza, poi vediamo. Kakà? E' un super-giocatore ma ai suoi livelli la lotta è dura, per rimanere il numero 1 devi confermarti ogni anno. Per quello che ha fatto nella scorsa stagione Kakà è certamente il numero 1". 

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