15 ottobre 2007

IN PACE CON LE NOSTRE SCELTE

Nella videochat di gazzetta.it, Silvio Berlusconi parla della sua presidenza come di un sogno. Ibrahimovic? 'Sarebbe stato un grande colpo, ma eravamo indignati per processi e penalizzazioni'.

MILANO - Ecco le dichiarazioni del presidente Berlusconi nella videochat di gazzetta.it moderata da Alberto Cerruti con le domande degli utenti inoltrate da Diego Antonelli:

"Abbiamo avuto un avvio di stagione un po' sfortunato ma ci stiamo riprendendo. Il Milan deve comunque sempre essere quella squadra che, quando va in campo, deve far capire all'avversario fin dalla prima azione che è lì per vincere e per dominarlo, sempre naturalmente nel rispetto dell'avversario stesso".

Poi è arrivata la domanda di un tifoso interista che voleva sapere, da un grande esperto di calcio come Silvio Berlusconi, cosa pensasse di Zlatan Ibrahimovic: "E' un campione, è uno degli acquisti che il Milan avrebbe sicuramente fatto senza quella penalizzazione ingiusta con cui ci siamo trovati ad avere a che fare nell'estate di un anno fa. Avevamo già deciso di prendere Ibrahimovic e avevamo già avuto numerosi contatti. Pensavamo fosse il giocatore giusto. Rabbia nel vederlo giocare con l'Inter? No, rabbia no, semmai dispiacere. Dispiacere sì, mi sarebbe piaciuto vederlo nel Milan. In quel momento eravamo però davvero indignati per quella vicenda dei processi. Allora l'ingiustizia ci sembrava davvero molto grande, troppo grande, e siamo stati un po' a guardare. Ce ne dispiace. E' un colpo mancato, l'unico forse. Per il resto volevo Ronaldo e poi l'abbiamo preso, così come Baggio. Sono in pace con le scelte che abbiamo fatto e, a giudicare dai risultati, abbiamo fatto ottime scelte. Totti? Farebbe comodo a qualsiasi squadra, ma sapete come la penso, le bandiere non si vendono e non si comprano. Per la verità dissi la stessa cosa riguardo ad Alessandro Nesta, ma in quel caso fu la Lazio, per ragioni di bilancio, a metterlo in vendita e stava così per finire ad un nostra grossa avversaria, la Juventus. Per questo facemmo la nostra offerta e Nesta fu lieto di venire al Milan".

Poi il tema Kakà, ancora Silvio Berlusconi: "Kakà si trova benissimo al Milan e non ha mai manifestato nessun tipo di sentimento di lontananza rispetto alla nostra società. Finchè lui vestirà con orgoglio la nostra maglia, non potrà mai esserci nessuna ragione economica a separarci. Non ci sarà mai un'offerta economica cui noi non potremmo opporre un netto no. Pato? Non ho ancora visto suoi allenamenti, ma le cassette di alcune partite con il Brasile e con l'Internacional Porto Alegre che avevo visionato prima dell'acquisto. Però Ancelotti, Gattuso, Maldini e Ronaldo, che ho avuto modo di sentire proprio ieri, mi assicurano che è un campione".

Le domande della videochat si sono quindi incentrate sulla difesa: "Noi abbiamo tanti difensori, ne abbiamo 10 per 4 posti. Nesta? Non è vecchio, certo abbiamo Maldini, ma Maldini è un fenomeno che irride all'anagrafe. Noi, rispetto ad altre squadre, vogliamo bene fino alla fine ai nostri eroi. Costacurta fa parte dello staff tecnico, altri nostri campioni fanno gli allenatori nel settore giovanile, io nei loro confronti mi sento come un fratello maggiore, siamo una famiglia. Mi mancherà Maldini quando non giocherà più. Comunque ci sono tanti giocatori che il Milan sta prendendo in considerazione per la difesa".

Gli altri temi proposti al presidente Berlusconi: "Come tifoso milanista vivo un vero e proprio sogno che dura dal primo giorno della mia presidenza e spero di viverlo il più a lungo possibile, a meno che qualcuno dei miei figli ad un certo punto intervenga e mi dica che è meglio che io faccia lo spettatore. Con Fedele Confalonieri abbiamo fatto un patto, il primo che vede l'altro un po' rinco glielo dice... Mia figlia Marina? Non è assolutamente vero che frena gli investimenti sul Milan, io comunque ho piena giurisdizione. Nel mio primo Milan da tifoso il mio idolo era Degani, ma anche Puricelli, testina d'oro. Oggi però tutti vorrebbero essere Kakà: è giovane, è bello, eticamente sano, interpreta bene il Milan così come lo vogliamo noi. Gourcuff? E' un ragazzo che deve maturare come uomo, ma sono sicuro che verrà fuori alla grande. Pirlo? Per il suo essere quieto e un po' ritroso non emerge fuori dal campo, non ha quella vivacità fuori dal rettangolo di gioco che attira l'attenzione. Ma per quello che fa in campo, per come sa essere dominatore delle geometrie della squadra, merita il Pallone d'Oro'.

Su Dida: "Lo considero un grande portiere. Tutta la squadra gli si è stretta attorno, dopo Glasgow. Difficile entrare nella testa di un giocatore quando accadono certe cose. Può capitare anche ad un grande campione di sbagliare. Comunque ricordiamoci che a Glasgow ha voluto giocare ugualmente, nonostante un problema alla spalla, ma tutti i suoi compagni hanno fiducia in lui. A Dida dobbiamo integralmente una Coppa dei Campioni, quella vinta a Manchester. Lui contro Buffon: Dida ci fece vincere il trofeo. Il calcio? Per me è un fatto di cuore, è una metafora della vita, non è certo un business, perchè se lo fosse, sarebbe un business in perdita... Io poi non ho mai desiderato di acquistare altra squadra che non fosse il Milan. Io avrei voluto acquistare l'Inter? Assolutamente falso, non mi è mai passato per la testa."

Su Braida e Galliani: "Al 99% sono sempre soddisfatto del loro operato. Con Braida sono sicurissimo, mentre Galliani è la persona più limpida, onesta e trasparente che ci sia. E' un libro aperto e deve essere ringraziato da parte di tutti i tifosi. Ronaldinho? Per il Barcellona è un campione incedibile, ho fatto la proposta al presidente del Barcellona di prendere un anno Ronaldinho per farlo giocare con Kakà e di dargli Kakà l'anno dopo per farlo giocare nel Barcellona con Ronaldinho, ma il presidente Laporta sarebbe costretto ad espatriare... Comunque se il Barcellona mettesse Ronaldinho sul mercato il Milan sarebbe pronto. Ronaldo? L'appuntamento per il miglior Ronaldo in campo è a Tokyo. Ho parlato con lui, invitandolo alla pazienza e alla prudenza. Ronaldo è un giocatore forte, l'infortunio che è capitato a lui poteva capitare a chiunque. E poi da quando ha i capelli è migliorato dieci volte rispetto a prima, guai se se li taglia. Sheva? Per motivi familiari ha chiesto di essere ceduto, sono molto legato a lui, gli voglio bene, ma il calcio è come le donne, un po' irrazionale. Il dopo Ancelotti? Non ci abbiamo ancora pensato, ci penseremo".

Al presidente Berlusconi è stato anche posto il quesito sulla costruzione di uno stadio solo per il Milan: "Per motivi sentimentali non sono d'accordo, sono innamorato di San Siro, è lo stadio più bello. Domenica 7 ottobre ad esempio, avrei voluto andare all'Olimpico di Roma per Lazio-Milan, ma all'Olimpico il campo è troppo lontano, mentre a San Siro c'è il contatto diretto con i giocatori. Per migliorare questo stadio sono stati già fatti tanti interventi, con tanti servizi in più, anche se mancano i negozi. Però se costruiamo uno stadio privato tutto nostro, cosa resta di San Siro? Una cattedrale nel deserto e questo non va bene".

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