
È la stagione del secondo Scudetto rossonero, a cinque anni dal primo trionfo, ed è una stagione di novità: il Milan fu la prima squadra a introdurre le reti, attaccandole ai pali e alla traversa, con l'intento di trattenere il pallone dopo i gol. Una novità che segnerà per sempre il gioco del calcio. La squadra, ancora capitanata da Herbert Kilpin che resta l'unico inglese della rosa, cambia il campo di gioco e si trasferisce in Porta Monforte, che ci ospiterà fino al 1914: tra girone eliminatorio e raggruppamento finale, il Milan ha disputato 41 incontri, ne vince 29 e pareggia 7 con un totale di 130 gol fatti e 34 subiti. La Fase Finale del campionato vede la formazione rossonera affrontare Juventus e Genoa, ma il duello più atteso è proprio contro i bianconeri, perché i genoani allenati da Spensley erano in forte calo nel 1906. L'equilibrio contro la formazione di Torino era stato confermato anche dai risultati nel girone: 2-1 per la Juventus a Torino, 1-0 per il Milan a Porta Monforte. Si rende perciò necessario lo spareggio, che termina 0-0 al Velodromo Umberto I di Torino. La gara è dunque da ripetere e la sede viene designata a Milano, per decisione della Federazione. La Juve, però, non si presenta per protesta e spiana la strada al secondo Scudetto rossonero.