
L'annata è preceduta da una serie di novità importanti, a cominciare dal vertice societario che vede l'avvicendamento tra Umberto Trabattoni e Andrea Rizzoli alla presidenza. Agli ordini del confermato (in panchina) Béla Guttmann, con Gunnar Nordahl nuovo capitano, arrivano giocatori di alto profilo come Ricagni, Maldini e Juan Alberto Schiaffino, campione del mondo con l'Uruguay nel 1950. La Serie A parte con i rossoneri da subito grandissimi protagonisti, con sette vittorie consecutive e un vantaggio sulla seconda, alla decima giornata, di ben sei punti. Il giro di boa a fine andata arriva con un Milan a +4 sul Bologna secondo e +6 sulle terze, Roma e Fiorentina. La macchina rossonera sembra incepparsi all'inizio del ritorno, con le sconfitte contro Triestina e Sampdoria che causano l'esonero di Guttmann e l'arrivo in panchina di Héctor Puricelli, già in rossonero da giocatore tra il 1945 e il 1949. La novità tecnica è seguita da una striscia d'imbattibilità di otto partite che riporta la formazione rossonera a distanza di sicurezza, ma i ko consecutivi contro Roma e Udinese causano il riavvicinamento proprio dei friulani, che si spingono fino a -1 in classifica. Nel momento di difficoltà il Milan piazza una striscia di quattro successi di fila - e ben 21 gol segnati, di cui 9 di Nordahl che sarà capocannoniere della Serie A con 27 reti - con cui si assicura la vittoria del quinto Scudetto e la partecipazione alla prima Coppa dei Campioni nella storia.