

Rialzarsi dopo una retrocessione inaspettata è difficile e doloroso, ma farlo ti fortifica e rende migliore. La vittoria del 19 settembre 2020, 1-0 a Cagliari all'esordio dopo il ritorno in Primavera 1, è nata dal pareggio del 25 maggio 2019, 1-1 a Firenze nell'ultima giornata di campionato. Un nuovo inizio, a distanza di quasi sedici mesi. Da quel pomeriggio i giovani rossoneri avevano un solo obiettivo: riconquistare la massima categoria.
Le porte della Primavera 1 si erano spalancate già prima della matematica certezza, arrivata in netto anticipo (diciassette vittorie e due pareggi, 53 punti e 61 gol segnati, in diciannove gare) grazie alla voglia, alla qualità e anche alla rabbia di un gruppo che non è stato rivoluzionato né allora né la scorsa estate. Fiducia allo stesso staff tecnico, guidato da Mister Giunti, e a gran parte dei calciatori, di talento e prospettiva, in rosa.
Una continuità preziosa per ripartire collaudati e consapevoli. Il campionato in corso, da qualche tempo costretto a ridover convivere con le problematiche legate all'emergenza Covid-19, ci ha messo poco a ricordare quanto fosse impegnativo: dopo il successo di Cagliari, sono arrivati i ko di misura con Atalanta e Juve; in mezzo la qualificazione agli Ottavi di finale della Primavera TIM Cup.
Finora il Milan ha sempre giocato delle ottime prestazioni e dovrà cercare di massimizzare in punti proprio la grande mole di lavoro prodotta in campo. Gli avversari sono forti e agguerriti, servirà battagliare in ogni minuto di ogni partita. I nostri ragazzi non smettono di sudare, crescere e sognare un posto nei grandi. Daniel Maldini, Lorenzo Colombo e Giacomo Olzer sono lì, vicinissimi, a dimostrare che si può.
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