

Una spagnola, una sudafricana e una giapponese. Il linguaggio universale del calcio è capace di unire a qualsiasi latitudine. Il centrocampo del Milan di Maurizio Ganz abbraccia tutto il mondo, ma è tenuto insieme da un comune denominatore: la qualità. Si è visto in modo particolare nelle ultime due partite, contro Empoli e Inter.
Vero, Refiloe Jane e Yui Hasegawa sono state schierate per la prima volta insieme dall'inizio nelle ultime due partite e, quando hanno scelto di aumentare i giri del motore, la squadra ha ripreso a volare. Già settimana scorsa, in occasione di Milan-Empoli, avevano proposto un piccolo antipasto: pallone ripulito a metà campo prima da Hasegawa, poi da Jane, filtrante di Vero per Dowie e gol-partita.
Nel Derby di domenica, dopo un inizio più complesso del previsto, Vero, Fifi e Yui sono salite nuovamente in cattedra e hanno aiutato il Milan - e Valentina Giacinti - a ribaltare una partita delicata e decisiva. Nella ripresa, a campo aperto, si sono intravisti sprazzi di bel calcio, come nell'azione del 4-1 ma anche nelle due occasioni precedenti, non concretizzate da Dowie e da Giacinti stessa.
La cabina di regia del Milan funziona perché abbonda di qualità in tutte e tre le sue interpreti, pur dovendo concedere qualcosa - inevitabilmente - sul piano della fisicità. In questo senso, però, le opzioni per un diverso piano partita non mancano a Mister Ganz, che può sempre attingere dall'energia di Grimshaw, Čonč, Mauri e Rask, senza dimenticare l'esperienza di Simic.
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