

Una sconfitta tanto amara quanto immeritata. Dopo quattro risultati utili consecutivi, la Primavera sabato al Vismara ha interrotto la sua striscia positiva. Ha vinto la Juventus con un gol in apertura di Da Graca, ma ci sono alcuni spunti positivi da cui ripartire. Non è più una novità, ormai, la piena affidabilità della 'leva del 2003': Mister Giunti ne ha schierati sei dal primo minuto - Coubis, Obaretin, Kerkez, El Hilali, Nasti, Roback a cui aggiungere il subentrato N'Gbesso - e ciascuno di loro ha offerto una buona prestazione, al livello della categoria.
Al netto del risultato, tutto il Milan si è lasciato apprezzare per la grande quantità di occasioni create e per la personalità messa in campo, fino all'ultimo istante. Al Vismara si è vista una squadra giovane ma allo stesso tempo coraggiosa, spavalda e in grado di giocarsela ad armi pari contro tutte le avversarie di questo campionato.
Si è però riproposta, purtroppo, la difficoltà a trovare con continuità il gol, specialmente in proporzione alla grande mole di chance costruite. 17 gol in 18 partite, e solo 5 volte i rossoneri hanno segnato più di una rete all'interno di una stessa partita. Di pari passo con le buone prestazioni, dunque, dovrà crescere anche il fatturato offensivo.
Un passo fondamentale per poter guardare con fiducia ai prossimi impegni, che vedranno i rossoneri opposti in ordine a Torino, Sassuolo, Empoli, Lazio e SPAL. C'è qualche punto da recuperare sulla zona playoff, il sesto posto (occupato proprio dalla SPAL) è lontano solo 4 punti ma la concorrenza è tanta. Senza paura e con questa personalità si può andare lontano.
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