

"Con la pubblicazione delle notizie nella rassegna stampa quotidiana, AC Milan non intende in alcun modo avallarne o confermarne la veridicità".
VINSE TUTTO COL MILAN (Gazzetta dello Sport)
Addio Pierino: in Coppa Campioni distrusse con 3 gol l'Ajax di Cruyff. Rocco lo scoprì, con gli assist di Rivera arrivò in cima al mondo, conquistò l'Europeo '68. Un altro grande protagonista del nostro calcio ci ha lasciato. Prati è morto ieri all'età di 73 anni, era malato da tempo.
ADDIO PRATI (Corriere dello Sport)
Il saluto a Prati, il bomber che diventò una peste. Ciao Pierino, non volevi più volare. La scomparsa di Prati, re d'Europa con il Milan e l'Italia, idolo dell'Olimpico con la Roma. E vittima di un crepuscolo triste. Uno degli attaccanti più forti a cavallo fra gli anni Sessanta e Settanta si è spento nel silenzio della provincia di Como.
RIVERA LANCIAVA, LA PESTE COLPIVA (Corriere della Sera)
Prati aveva uno stile poderoso e travolgente. Col Milan ha vinto tutto, il numero 11 sulla schiena e il senso innato del gol nei piedi e nella testa. Nereo Rocco: "Non sa giocare a pallone ma sa fare gol che è la cosa che conta di più nel calcio". Prati era nato per giocare nel Milan.
PIERINO LA PESTE, ARIETE DEL MILAN DI ROCCO (Repubblica)
La morte di Pierino Prati, che se n'è andato a 73 anni dopo una lunga e silenziosa malattia, è come la morte di un fratello maggiore. Aveva i capelli lunghi ma non era George Best, i suoi erano lunghi e lisci che non nascondevano un'anima ribelle, Prati in campo colpiva, segnava, di destro, di sinistra, di testa, di rapina.
QUELLA PESTE DEL DIAVOLO (Il Giornale)
Prati aveva 73 anni, col Milan aveva vinto tutto, poi la Roma. L'amaro destino dei numeri 11. A tre giorni da Mariolino Corso, piange anche l'altra metà di Milano. Se n'è andato Pierino Prati, sei anni meno di Corso, ma rivale di tanti derby e come l'interista protagonista dei successi europei e mondiali di Milano.
UN MILAN FORZA 4 (Gazzetta dello Sport)
Castillejo apre lo show, poi bel gioco e tanti gol, strapazzato il Lecce e una notte in Europa. Come se i rossoneri volessero dare una risposta d'orgoglio, con ritmi da pre-Covid e un Çalha sempre più leader. Male Liverani in difesa, superato il Verona. Forse nel Milan è scattato qualcosa, una rivalsa mista a dignità.
ÇALHANOĞLU C'È, LEÃO SI RISCATTA (Corriere dello Sport)
Kessie prezioso, Romagnoli non tradisce mai, Bennacer detta i tempi giusti. Nelle pagelle i voti più alti, 7,5, a Castillejo ("Mette in difficoltà il Lecce con le sue volate e sblocca il match") e Çalhanoğlu: "Prova sontuosa. Mette il piede in tutte e quattro le reti con due assist, un'apertura geniale e un tiro non trattenuto da Gabriel".
LA RISCOPERTA DEL GOL (Corriere della Sera)
I rossoneri (4 reti) passano in bellezza a Lecce, la squadra di Pioli pronta alla volata per l'Europa. Il Diavolo esiste. È vivo e lotta insieme a tutti gli altri per questo posticino in Europa che salverebbe la stagione. Il messaggio è forte e chiaro: non sono risolti tutti i problemi, ma è un segnale prezioso.
ÇALHA INVENTA, CASTILLEJO UN RAPACE (Repubblica)
Nelle pagelle spicca il 'senza voto' di Donnarumma. I voti più alti: Calhanoglu 7,5 "Sforna assist e inventa tiri"; Castillejo 7 "È quasi sempre suo il cambio di passo della squadra, gol rapace"; Bonaventura 7 "Ghirigori mai fini a se stessi, gol decisivo"; Pioli 7 "Insegue l'Europa e la conferma, senza considerarle utopie".
È UN MILAN PIÙ FORTE DI TUTTO (Il Giornale)
I rossoneri non segnavano quattro gol dal settembre 2018. Il Milan riscopre l'attacco per l'Europa. Si fa male anche Kjær, l'arbitro regala il rigore dell'1-1 al Lecce, ma la squadra di Pioli cala comunque il poker. Successo pieno e rotondo, messo in discussione solo dall'abbaglio di Valeri.
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