

"Con la pubblicazione delle notizie nella rassegna stampa quotidiana, AC Milan non intende in alcun modo avallarne o confermarne la veridicità".
IL CAPOLAVORO DEL GRUPPO (Gazzetta dello Sport)
Non ha vinto chi ha speso di più, ma chi ha giocato meglio. Non ha vinto la squadra favorita, ma quella con più idee. C'è un sapore speciale a conquistare un campionato contro i pronostici. C'è soprattutto, per i rossoneri, un sapore speciale a vincere contro l'Inter, l'altra metà del cielo milanese. È lo scudetto di Pioli, bravissimo a creare una squadra non perfetta ma unita, che non ha mai perso l'equilibrio.
IL GIOIELLO DI ELLIOTT (Corriere della Sera)
Quando tra una quindicina di giorni arriverà il momento delle firme, il fondo Elliott potrà vendere una squadra scudettata. E potrà dire di aver fatto un piccolo capolavoro. Se non ci saranno sorprese (al momento non prevedibili), gli americani di RedBird si ritroveranno per le mani un gioiellino da far crescere. Il lavoro sporco è già stato fatto: risalire in parallelo sulle vette di quelle che il presidente Scaroni chiama le due montagne, risultati sportivi e risultati economici.
LE IDEE DI PAOLO (Corriere dello Sport)
Rivelatrice una frase di Arrigo Sacchi: "Quando non hai mezzi finanziari infiniti, devi provvedere con le idee. Maldini l'ha fatto in modo esemplare". Freddo è rimasto Paolo Maldini tutte le volte che gli strepiti e le proteste della tifoseria del web reclamavano chissà quali comizi mediatici per segnalare gli sfondoni di arbitri e varisti. Come i comunicatori più efficaci, parlò una volta sola, dopo l'Udinese.
I CONTI DI PAOLO (Corriere dello Sport)
Maldini non si è mai lamentato, se non tornando dal viaggio di Roma dopo il 2-1 sulla Lazio, dei pronostici che a inizio stagione "escludevano il Milan dalle prime quattro posizioni". Lui, Paolo Maldini, capace di accudire la creatura calcistica giorno dopo giorno, sapeva già, perché toccava con mano la crescita esponenziale di ragazzi alle prime armi col primato, che i conti sarebbero tornati.
PIOLI, HO DATO TUTTO (Corriere dello Sport)
Il tecnico rossonero: "Dovremo però cominciare subito a tutta. In questo campionato abbiamo battuto squadre molto forti, dall'Inter al Napoli. Questo ci dà sicurezza. Visto Maignan? Un fenomeno, e ha vinto due titoli nazionali di fila con squadre che non erano favorite. La tragedia di Astori mi ha reso migliore. E mi ha reso migliore venire al Milan e scoprire di non essermi mai sentito così apprezzato".
IL MERITATO TRIONFO DELLA PAZIENZA (Tuttosport)
Non era la squadra più forte, ma è stata la squadra più brava, il che rende lo scudetto ancora più gustoso e meritato per i rossoneri, oltretutto più sfortunati dell'Inter in taluni frangenti arbitrali. Onore a Pioli, la cui sobrietà è stata troppo spesso confusa con debolezza mentre invece è l'esatto contrario. La storia del tecnico è molto istruttiva per il calcio italiano, cui mettono sempre troppa pressione i dirigenti frettolosi e i tifosi precipitosi.
HANNO VINTO TUTTI (Repubblica)
Quando le vittorie sono così collettive, con una spina dorsale in evidenza ma una quantità di contributi individuali in continua alternanza, è giusto guardare all'allenatore come primo artefice del trionfo. Se l'ingaggio di Maignan è stato il capolavoro di Maldini e Massara, la crescita travolgente di giocatori come Tonali e Leão, annunciata dal tecnico la scorsa estate, non si deve soltanto ai rapporti umani.
CORAGGIO E SCOUTING (Il Giornale)
È accaduto qualcosa di veramente rivoluzionario per i costumi e le abitudini del calcio italiano, abituato a viaggiare tra montagne di debiti e stipendi da nababbi: il Milan ha avuto il coraggio, un coraggio tale da sfiorare la lucida follia, di rinunciare a due suoi esponenti, uno cresciuto addirittura nel vivaio, Donnarumma, e l'altro, Çalhanoğlu. Quindi la terza e ultima pietra del nuovo Milan: lo scouting.
IL MILAN NATO A BERGAMO (Il Giorno)
Non è la vittoria dei singoli ma il trionfo del gruppo. Perché se oggi il popolo rossonero, stufo di sentirsi ripetere che il Milan era solo "una squadra rivelazione", può sventolare il tricolore, è proprio grazie all'impegno quotidiano degli ultimi due anni fra scetticismo e diffidenza. Se c'è un momento chiave della ricostruzione è quel 22 dicembre 2019, Atalanta-Milan 5-0. Da lì nacque un altro Milan.
UNO SCUDETTO CHE SPICCA (La Stampa)
Uno scudetto che non passerà inosservato: il primo con Stefano Pioli in panchina, il primo di un fondo d'investimento al timone di un club e il primo del Milan dopo l'epopea berlusconiana. Pioli: "Siamo stati più continui dell'Inter. L'ultima sconfitta è stata anche il momento più brutto della stagione, quando con lo Spezia abbiamo perso una partita che non dovevamo perdere. Ma la squadra non ha mai mollato. La svolta è arrivata nel Derby, ma anche con la vittoria all'ultimo minuto con la Lazio".
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