

"Con la pubblicazione delle notizie nella rassegna stampa quotidiana, AC Milan non intende in alcun modo avallarne o confermarne la veridicità".
DÍAZ E DEST (Gazzetta dello Sport)
Le pagelle. 6 Díaz: quando il Milan sembra vero, è lui a ispirarlo; le due palle gol di Leão sono sua cortesia. Sparisce da metà primo tempo e Pioli lo lascia seduto. A mercoledì. 5 Origi, l'aspetto migliore: la qualità nelle giocate palla a terra. Sì, ma non basta. 6 Dest, porta un po' di ginseng a destra: subito un'accelerazione, un recupero, un tiro di sinistro. Non è molto, ma in una serata così...
MERCOLEDÌ SI CAMBIA (Gazzetta dello Sport)
Mercoledì in Champions servirà tutta un'altra versione della squadra: nel gioco e nello spirito, ma anche negli uomini. Nella notte che può riportare il Milan tra le sedici migliori d'Europa, Pioli ricambierà l'assetto. In difesa rientrerà dall'inizio Kjær. E può giocarsi una chance da titolare Dest. A centrocampo l'assenza di Bennacer ha confermato che il Milan non può farne a meno.
PIOLI SI ASPETTAVA DI PIÙ (Corriere dello Sport)
Pioli: "Sono deluso, volevamo continuare la nostra striscia positiva e mi aspettavo un'altra prestazione convincente. Dovremo lavorare meglio. Il mio Milan peggiore? Non ho ora la lucidità per valutare così tante partite giocate negli anni, di sicuro non abbiamo fatto bene. Dovevamo palleggiare di più stando molto più aperti, Messias lo ha fatto, Leão meno. Non siamo stati qualitativamente alti per sbloccare la partita".
NON PENSAVAMO ALLA CHAMPIONS (Corriere dello Sport)
"Serve archiviare subito questo ko: mercoledì arriva Il Salisburgo", Pioli rinvia questa brutta sconfitta e pensa a mercoledì. Ora la Champions appunto: "Arriva il Salisburgo. Sono aggressivi, ma non rimangono chiusi, con una mentalità diversa rispetto al Toro. Credo sarà una partita diversa. Non abbiamo minimamente pensato alla Champions, ma non abbiamo fatto una partita di alto livello".
IL PROBLEMA DEL CENTROCAMPO (Corriere della Sera)
Mario Sconcerti: "È mancato Díaz nel tenere insieme i reparti, ma non è mai stato quello il suo mestiere. È mancato Pobega, in difficoltà in un territorio dove si infilavano sia Lukić che Mirančuk e comunque per caratteristiche non l'uomo giusto per difendere e dare geometria. Così Tonali è rimasto solo e il Milan senza idee. Può capitare se trovi un grande avversario, e il Torino lo è stato".
TITOLARITÀ POBEGA (Tuttosport)
Il club granata in estate avrebbe voluto riavere Pobega per questa stagione, scontrandosi però con la determinazione rossonera nel voler trattenere un elemento utile come prima alternativa a centrocampo, importante anche per le liste visto che è stato costruito in casa. Ieri la titolarità, al fianco di Tonali, e un inizio incoraggiante, con alcuni break che hanno mandato in confusione la controparte. Poi…
POCA LUCIDITÀ (Tuttosport)
"È mancata lucidità nelle scelte", sottolinea Pobega, "sapevamo che loro portano la pressione alta sulla palla. Dovevamo essere più veloci a decidere, uscire puliti a cercare gli spazi, una volta superate le marcature. Non siamo riusciti a farlo e non abbiamo indirizzato la partita come volevamo. È un peccato, perché l'avevamo preparata bene, poi gli episodi hanno cambiato l'andamento".
LO STRESS MENTALE DEL MILAN (Repubblica)
Paolo Condò: "Il Milan è arrivato alla trappola di Torino in debito di ossigeno. La sua natura di squadra forte fa sì che in ogni partita, anche quelle peggio interpretate, riesca a procurarsi le occasioni per chiuderla. Proprio in apertura Leão ha sbagliato due chance colossali, spreco incrociato con l'assenza di Maignan, il raddoppio di Mirančuk chiama in causa Tătăruşanu. Svagato davanti e dietro, il Milan paga così un down mentale prima che fisico frutto del periodo assai stressante".
JURIĆ OSTICO (Il Giornale)
Da sempre le squadre di Jurić rappresentano un ostacolo insormontabile per Pioli e i suoi, anche l'anno scorso costrinsero i rossoneri a un deludente 0-0. Questa volta i granata mettono fine ai propri stenti, conquistando il primo successo doc con rivale di rango. Troppi i ritardi denunciati dal Milan: Leão che divora due gol fatti in partenza, poi una difesa distratta, quindi la perdita della bussola.
IL SALTO DI QUALITÀ (Gazzetta dello Sport)
Un Milan distratto, molle, irriconoscibile, è stato sconfitto da un ottimo Torino che aveva altro fuoco nel cuore. Esemplare Leão, indolente, pigro, distratto. Si è mangiato due gol nei primi 6' che avrebbero indirizzato altrove il match, poi è rimasto ai margini del gioco, strigliato dai compagni e all'intervallo è stato sostituito. Può sembrare ingeneroso prendersela con l'eroe dello scudetto. Ma è qui che il ragazzo deve fare il salto di qualità se vuole litigare per il Pallone d'Oro.
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