

"Con la pubblicazione delle notizie nella rassegna stampa quotidiana, AC Milan non intende in alcun modo avallarne o confermarne la veridicità".
CONTRO L'AIRONE (Gazzetta dello Sport)
La prima amichevole della sosta è finita 3-2 per i rossoneri, ma il Lumezzane dell'"Airone" Andrea Caracciolo, fino alla scorsa primavera bomber 40enne alla Ibra e oggi presidente dei bresciani che comandano il girone B della Serie D, ha rischiato di vincerla per due volte. A portare due volte in vantaggio i rossoblù sono stati Spini e Mauri. A segno Yacine Adli, dei Primavera Alesi e Victor i gol della rimonta.
RIENTRI E APPLAUSI (Gazzetta dello Sport)
Conclusi gli impegni al Mondiale in Qatar De Ketelaere, Kjær e Dest si aggregheranno alla squadra direttamente a Dubai. CDK arriverà in ritiro il 13 dicembre, Kjær il 15 e Dest è atteso per il 18. Pobega ha giocato esterno a tutto campo e poi terzino sinistro, doppio inedito in cui non sfigura. Adli, il gol è da applausi. Origi un po' macchinoso.
BRAHIM DÍAZ CONTRO L'ARSENAL (Corriere dello Sport)
Brahim Díaz non è stato utilizzato contro il Lumezzane solo per motivi precauzionali. Lo spagnolo si sta gestendo, ieri mattina ha svolto un regolare allenamento ma i carichi di questi giorni hanno suggerito di non schierarlo. Il suo primo test vero sarà contro l'Arsenal, un ritorno al passato, contro avversari che gli ricordano i tempi andati quelli del Manchester City nei due anni e mezzo di Premier League.
FILO DIRETTO (Corriere dello Sport)
Sta per scattare la fase di vero collaudo, con un gruppo quasi al completo e le gradevoli eccezioni di un Mondiale che fa sorridere anche Pioli. Al netto del recupero degli infortunati, il prossimo step è rimettere i big al proprio posto in una partita attendibile. Per il resto, lo ha assicurato l'allenatore, il filo diretto con il Qatar, dove Leão, Giroud e Theo Hernández dispensano gol e vittorie, è continuo.
LA VISITA DI PIOLI (Tuttosport)
Dopo la partita con il Lumezzane, a conferma del suo grandissimo spessore umano, Stefano Pioli ha fatto una visita a sorpresa agli ospiti della Fondazione Pontirolo Onlus Intercomunale RSA. Un gesto di grande bontà dell'allenatore milanista, che ha voluto augurare a loro e a tutti coloro che lavorano nella struttura delle serene feste. Il presidente della Fondazione Alessandro Quarta lo ha voluto ringraziare.
"IBRA MI CHIAMAVA HULK" (Tuttosport)
Avere avuto Ibrahimović come compagno di squadra cosa è stato per Lorenzo Colombo? "Esperienza importante e fondamentale. È un uomo simpaticissimo, ma al tempo stesso riesce a tenere alto il livello di attenzione e di qualità nello spogliatoio. Da lui ho imparato la cura nei dettagli: alimentazione, allenamento e mentalità. Con lui ho avuto un buon rapporto, mi ha dato anche un soprannome. Mi chiamava Hulk".
ADLI, CHE GOL (Tuttosport)
Una delizia il gol del pareggio di Yacine Adli. Il centrocampista franco-algerino si mette in proprio, salta tre avversari e deposita il pallone alle spalle del portiere avversario. Nota interessante, il suo agente è quel Ted Dimvula che detiene la procura di Rafael Leão, con il dossier legato al portoghese che verrà ripreso in mano da Maldini e Massara alla fine del Mondiale.
IBRA DA ADL, MA È SOLO UN FILM (Il Mattino)
De Laurentiis ingaggia Ibrahimović... ma solo per la fiction "Vita da Carlo". Proprio ieri il patron azzurro ha ospitato lo svedese sul set di Carlo Verdone dove ha recitato in un episodio. Nel 2019 l'allora tecnico dei partenopei Carlo Ancelotti provò a convincere De Laurentiis a ingaggiarlo per il Napoli. Che poco dopo preferì, invece, esonerare il tecnico.
GIROUD, DA DUBBIO A INSOSTITUIBILE (Sport)
Il quotidiano catalano Sport: "Quando Benzema è tornato, Deschamps non ha richiamato Giroud fino a marzo di quest'anno". "Le assenze con la Francia non sono state felici, ma l'ho digerito e credo si sia visto nella mia prestazione con il Milan", ha detto Olivier a Le Parisien. A poche ore dall'esordio, Karim ha dovuto salutare. Giroud è stato ancora una volta protagonista. E ne sta approfittando, in Qatar.
DOPO PAQUETÁ E LOCATELLI… (Gazzetta dello Sport)
Chi vede giocare Paquetá nel Brasile si chiede: ma era proprio il caso di darlo via tanto rapidamente, quando aveva 22 anni? C'è un altro centrocampista giovane, costruito dall'ottimo vivaio del Milan: Manuel Locatelli, e anche lui giocherebbe tante partite nel Milan di oggi. E adesso il quiz diventa il giovane belga dal sinistro felpato (come Paquetá...). Non stiamo, ancora una volta, precipitando un po' troppo?
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