

Il Milan torna alla vittoria in Serie A e festeggia nel miglior modo possibile il compleanno numero 124 del Club. A San Siro, i gol di Reijnders, Simić e Okafor hanno piegato il Monza per il 3-0 finale. La formazione di Mister Pioli ha dato così seguito al successo esterno di Newcastle e ha ripreso la marcia in campionato dopo lo stop di Bergamo, salendo a quota 32 punti in classifica. Analizziamo gli elementi e i momenti chiave del tris casalingo della 16ª giornata con il nostro Debriefing.
LA DIFESA E L'IMPATTO DI SIMIĆ
Mister Pioli ha scelto di affidarsi all'esperienza di Kjær e ha sorpreso un po' tutti con la scelta Pobega dall'inizio, a cui ha affidato il compito di abbassarsi sulla linea arretrata per lasciare Hernández largo. L'infortunio del 32 ha scombinato i piani, ma ha anche permesso di "scoprire" Simić, entrato con personalità e voglia di imporsi. L'ingresso del classe 2005 ha sistemato il Milan con una difesa a tre più compatta, e i rossoneri - nonostante l'emergenza - sono riusciti a limitare l'attacco brianzolo e a sfatare il tabù contro il 3-5-2 avversario. Non sono mancate le mani del solito Mike Maignan sui tre punti, provvidenziale in particolare su Colpani, ma i rossoneri hanno mostrato la determinazione necessaria per portare a casa il clean sheet. Nota di merito per Jan-Carlo Simić: oltre al gol, ha colpito l'attenzione costante e la sicurezza in ogni singolo intervento difensivo.
I GOL AL MOMENTO GIUSTO
Tre gol, tutti arrivati nel momento ideale. I rossoneri hanno legittimato una partenza super sbloccando il punteggio dopo appena 2 minuti e 44 secondi con la serpentina geniale di Reijnders. Il primo timbro a San Siro dell'olandese - la nostra marcatura più rapida in questa Serie A - si è rivelato fondamentale per spostare a proprio favore l'inerzia della gara. Il Milan non si è fermato, come testimoniano i 6 tiri in porta (10 totali) tentati nel primo tempo contro l'unico ospite, e sul finale di frazione è arrivata la zampata di Simić. Il doppio vantaggio ha permesso all'undici di Pioli di impostare la ripresa con un atteggiamento più attendista con l'intenzione di sfruttare gli spazi concessi dal Monza in ripartenza. E quando gli ospiti si stavano rendendo maggiormente pericolosi ed insistenti, ecco il sigillo di Okafor, per spegnere ogni speranza di rimonta avversaria e mettere in ghiaccio i tre punti.
THEO TUTTOFARE, FLORENZI INESAURIBILE
Le corsie esterne, che la formazione di Palladino coinvolge continuamente per costruire e poi chiudere l'azione, rappresentavano lo spauracchio principale per il Milan, almeno alla vigilia del match. Le scelte di schieramento di Mister Pioli hanno permesso di riammirare l'asse Theo-Leão e hanno, allo stesso tempo, decisamente limitato le soluzioni ospiti sui lati, a cui sono stati concessi pochi traversoni "puliti". La posizione del francese ha lasciato campo e spazio all'inventiva di Rafa, e il suo fiato extra-large ha inoltre consentito in più occasioni di spezzare il ritmo e le azioni del Monza. Discorso simile, ma sul lato opposto con Pulisic, per Florenzi, pericoloso anche al tiro e fermato solo da un grande intervento di Di Gregorio. Nel successo rossonero c'è tanto dell'applicazione e della qualità di Theo Hernández - che nel finale ha "guidato" Bartesaghi da vero capitano - e Alessandro Florenzi.
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