

Herbert Kilpin è morto a Milano il 22 ottobre 1916 all'età di 46 anni. Centodieci anni dopo, il suo Milan gioca nella sua patria. Bournemouth dista poco più di 300 chilometri da Nottingham, la città natale del fondatore del Club rossonero. In linea d'aria, due città abbastanza vicine. Idealmente, a stretto contatto. La storia mormora Kilpin e pronuncia Milan, l'attualità trova nell'Inghilterra del calcio il suo iconico punto di contatto. La morte di Kilpin, papà del calcio milanese, è stata probabilmente legata ad un tumore al polmone o alla cirrosi epatica. Inizialmente sepolto al Cimitero Maggiore di Milano, le sue spoglie sono state in seguito spostate. Il 13 dicembre 2024, in occasione dei 125 anni del club, è stato ufficialmente tumulato nella Cripta del Famedio del Cimitero Monumentale di Milano, alla presenza del Presidente rossonero Paolo Scaroni e del Sindaco della città Giuseppe Sala.
Ci sarà il filo rosso della storia in campo questa sera a Dean Court, al Vitality Stadium. Il rosso Garibaldi della maglia del Nottingham Forest, il rosso ciliegia dal luogo in cui è stato costruito lo stadio di Bournemouth. Fino al rossonero, la maglia dei Diavoli sognati, immaginati, voluti e messi in cammino nel dicembre 1899 da Herbert Kilpin. Nato a Nottingham da una famiglia umile, arrivò in Italia nel 1891 trasferendosi a Torino per lavoro (nel settore tessile) e portando con sé la passione per il football. Con il Milan giocò per diverse stagioni (ricoprendo ruoli di difensore, centrocampista e attaccante) e vinse i primi scudetti della storia del Club (1901, 1906 e 1907). Stasera sarà lassù, in prima fila, per il suo Milan impegnato in Europa, proprio il 22 ottobre, giorno della morte, non lontano dalla casa in cui è nato. Le tappe della vita dividono, la storia ricongiunge.
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