

Non importa se poi non si è giocato, quella convocazione rimarrà per sempre nel cuore di Riccardo Tonin. La prima in Prima (squadra). Sul pullman verso Torino si sarà seduto di fianco a Matteo Soncin e Marco Brescianini, compagni e amici in Primavera che nel corso della stagione, sia in allenamento che in partita, hanno avuto la fortuna e la bravura di stare più tempo con i grandi. Un viaggio purtroppo velocissimo, a causa del rinvio del ritorno della Semifinale di Coppa Italia, ma durante il quale avranno condiviso - insieme, entusiasti - le loro emozioni.
Un sogno iniziato al suo arrivo negli U15 e realizzato lo scorso 3 marzo 2020: "La prima cosa che ho fatto quando ho saputo la notizia è stata chiamare mio papà, che si è emozionato anche più di me. Questa convocazione la dedico proprio alla mia famiglia per tutti i sacrifici che fanno ogni giorno per me".
Questo è stato un anno di svolta per Tonin, nel quale è cresciuto e si è completato. Alla fame e al fiuto di gol, il 19enne attaccante di Arzignano ha aggiunto anche cinque assist e otto rigori procurati (di cui due realizzati). Ha corso e rincorso, mettendosi sempre a disposizione. Ha dimostrato le sue qualità tecniche e fisiche con dedizione e sacrificio. Dal Venezia al Parma, dallo Spezia al Pordenone, dal Cittadella al Brescia: sono tante le "vittime" che hanno subito l'impeto di Riccardo.
Con otto gol segnati, terzo capocannoniere alle spalle di Capanni e Pecorino (nove), è stato uno dei fattori più positivi e decisivi per la promozione del gruppo di Mister Giunti. Ad ogni rete esulta con il saluto militare, un omaggio alla sua famiglia che ha radicate tradizioni alpine. E in ogni post calcistico sui social non può mancare, in dialetto veneto, l'hashtag #letuttanabarzeleta. Invece è solida e meritata realtà.
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