

"Con la pubblicazione delle notizie nella rassegna stampa quotidiana, AC Milan non intende in alcun modo avallarne o confermarne la veridicità".
ADRENALINA IN CONTROLLO (Gazzetta dello Sport)
Probabilmente nessuno all'inizio della stagione lo avrebbe immaginato, ma la squadra di Pioli è ancora arrampicata lassù, ha lanciato un segnale chiaro ai rivali dell'Inter nella partita di Verona e, outsider o no, tiene la testa fredda negli ultimi giorni. L'adrenalina sale, ma è controllata. I giovani di Pioli si sono abituati alla pressione e lo hanno dimostrato anche rimontando dallo svantaggio a Verona.
NULLA DI ORGANIZZATO (Gazzetta dello Sport)
Non si parla di feste, nulla è stato organizzato, neppure un rito collettivo davanti alla TV in caso di vittoria a San Siro con l'Atalanta. Pioli non vuole sentire parlare di Cagliari-Inter, i dirigenti dell'area tecnica Maldini e Massara neppure e i giocatori sono concentratissimi. L'ordine è: non dare segnali diversi, non cambiare una macchina organizzativa che ha funzionato bene finora.
ROSSONERI AL LAVORO (Tuttosport)
Dopo il martedì di riposo, ieri pomeriggio il Milan ha ripreso a lavorare per cominciare a preparare la partita di domenica a San Siro contro l'Atalanta. A disposizione di Pioli ieri tutto il gruppo a eccezione del lungodegente Kjær e di Ibra. Lo svedese, come avviene ormai da alcuni mesi, a inizio settimana svolge un lavoro individuale e si unirà ai compagni per i lavori tattici tra oggi e domani.
LO SPIRITO GIUSTO (Tuttosport)
Nonostante i due interventi in artroscopia al menisco del ginocchio sinistro, l'annata di Alessandro Florenzi ha convinto tutti a Milanello. L'azzurro Campione d'Europa ha saputo inserirsi nello spirito del gruppo, senza pretendere un posto da titolare, ma dando il suo contributo ogni volta che Pioli ne ha avuto bisogno. Come domenica. Cose che spingono al riscatto. Florenzi non ha accusato noie muscolari.
UN EX PARTICOLARE (Il Giorno)
Sulla strada del Milan un ex particolare: Mario Pašalić, il giocatore "on fire" dell'Atalanta, a segno da tre domeniche consecutive. Il croato a 27 anni ha raggiunto la maturità agonistica dopo una carriera di alto livello ma discontinua, con tante occasioni non colte. Come quella al Milan, dove arrivò nel 2016: 5 gol in campionato e il rigore decisivo nella Finale di Supercoppa Italiana vinta contro la Juventus.
A CACCIA DELLA DOPPIA CIFRA (Gazzetta dello Sport)
Giroud ha segnato alla Lazio il suo nono gol con la maglia del Milan, invertendo la tradizione sfortunata della maglia lasciata in eredità da Pippo Inzaghi, e avvicinato la squadra a un traguardo grandioso. L'opera non è ancora completa. La doppia cifra è la prima tra le gratificazioni personali di un centravanti: Olivier la raggiungerà al prossimo colpo. Non accade dal 2016/17 con l’Arsenal.
GIROUD LEADER (Gazzetta dello Sport)
Oggi Giroud è uno dei trascinatori del gruppo, un leader che sprona i più giovani, che li richiama all'attenzione e dedica loro dei post di complimenti sui social. L'ultimo dedicato a Tonali “bravissimo boy”. Giroud è particolarmente protettivo con i connazionali Maignan, Kalulu e con Leão. Nello spogliatoio scherza soprattutto con Saelemaekers e Díaz, in generale è una presenza avvertita come molto positiva.
RILANCIO E ATTESA (Corriere dello Sport)
L'incursione di RedBird ha spinto il fondo del Bahrain a rimodulare l'offerta. Singer non ha fretta. Quella di Investcorp sarebbe una risposta all'offensiva del fondo americano. Non è chiaro, però, se il rilancio possa riguardare la quotazione dei Milan, che dunque salirebbe oltre gli 1.2 miliardi, oppure una ricalibrazione della struttura finanziaria originaria. Le carte verranno scoperte soltanto tra qualche settimana.
FILE E RICORDI (Corriere dello Sport)
Tra i file di Maldini e Massara ce ne è pure uno dedicato a Deulofeu. Lo spagnolo è transitato in rossonero nella seconda parte della stagione 2016/17, lasciando un ottimo ricordo: 4 gol e 3 assist in 18 presenze. Fece ritorno al Barcellona dove, però, ha resistito poco, tornando nuovamente in Premier League al Watford, club di proprietà della famiglia Pozzo, che poi lo ha "dirottato" all'Udinese.
LE SANZIONI RESTANO (Gazzetta dello Sport)
Non è detto che Real Madrid, Barcellona e Juve possano godersi la nuova Champions League a 36 squadre. Il messaggio dal Congresso UEFA è chiarissimo: se le tre ribelli non abbandoneranno l'idea di una Superlega finiranno alla Disciplinare e, come dice il presidente Aleksander Čeferin, "non importa che siano grandi o piccoli club, le regole sono uguali per tutti e tutti devono rispettare le sanzioni".
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