

"Con la pubblicazione delle notizie nella rassegna stampa quotidiana, AC Milan non intende in alcun modo avallarne o confermarne la veridicità".
SIAM VENUTI… (Gazzetta dello Sport)
Rafa Leão lo prende sulle spalle e Brahim sorride, come un bambino portato in giro per lo stadio dal suo fratellone. Lo stadio, che sa di avere la partita in mano, trema e canta il vecchio coro di Kaká: "Siam venuti fin qui, per vedere segnare Brahim". Questo è stato il sabato di Díaz: una magia. "Rafa mi ha messo lì e non mi ero visto mai così alto - ha detto Brahim -. Ero felice ed emozionato".
OLI-FIK, LO SCHEMA (Gazzetta dello Sport)
"lo e Olivier abbiamo provato questo schema in allenamento...", ha detto sorridendo Tomori a DAZN. "Abbiamo avuto un po' di fortuna, ma sono felice per il gol e per la vittoria. Ora c'è il ritorno con il Chelsea, vogliamo fare meglio in campo, sia a livello di prestazione che di risultato": i 75mila di San Siro hanno ammirato un Tomori in un'area ed efficace come ai bei tempi nell'altra.
SIAMO STATI SQUADRA (Corriere dello Sport)
Pioli ha avuto la risposta che voleva dai suoi: "Siamo stati squadra. Abbiamo saputo lottare, soffrire insieme per 95 minuti. Contro il Napoli, dal punto di vista tecnico, probabilmente abbiamo giocato meglio, ma dal punto di visto mentale, dell'energia e dell'intensità la nostra prestazione è stata di altissimo livello. Me l'aspettavo, perché questa non è una squadra presuntuosa: ha analizzato bene la partita col Chelsea".
CDK ENTRATO BENE (Corriere dello Sport)
De Ketelaere, quando è entrato, si è piazzato a destra come Brahim Díaz. "Mancano giocatori per quella posizione, quindi può occuparla anche lui - ha spiegato Pioli -. Infatti è entrato bene. È cambiato tutto per lui: squadra, allenatore, abitudini, Paese, modo di giocare. Basta pensare al percorso compiuto da Leão e Tonali: com'erano all'inizio e come sono oggi. Anche lui farà lo stesso, non gli manca molto".
LA GRAN VOGLIA DI THEO (Tuttosport)
Le pagelle. Theo 7, torna dopo due settimane di stop e ha gran voglia di incidere. Dietro concede qualcosa a Cuadrado nei primi minuti, ma appena può si sgancia spesso centralmente sfruttando gli spazi. Bennacer 7, più centrale del solito, smista palloni con buone geometrie, ma soprattutto è sempre nel vivo dell'azione. Díaz 7.5, nella ripresa indossa l'abito del miglior Kaká per realizzare il 2-0.
GERRY CARDINALE DUE SU DUE (Tuttosport)
Gerry Cardinale, patron del Milan e capo di RedBird Capital, fa due su due nei big match a San Siro. Dopo il Derby, ecco arrivare anche la vittoria sulla Juventus con lui che non solo ha esultato sia ai gol sia al fischio finale di Orsato, ma ha anche mostrato grande soddisfazione per il successo. Non è passato dagli spogliatoi, ma ha fatto sapere a tutti il suo stato d'animo, ovviamente raggiante.
RADDOPPIO CORRETTO (Corriere della Sera)
Paolo Casarin sull'arbitro Orsato: "Il giallo a Cuadraro è corretto. Il braccio di Vlahović in area juventina viene visto e giudicato non meritevole di rigore. Un rigorino insomma: anche in Europa non si fischiano. Il vantaggio del Milan è stato preceduto da un fallo evidente di Hernández su Cuadrado in azione diversa e indipendente. Il gol di Tomori è regolare. Poi iI Milan raddoppia correttamente".
PIOLI AZZECCA (Repubblica)
Pioli ha azzeccato la principale correzione, oltre ad avere ritrovato Theo: Kalulu dirottato a destra in difesa, al posto di Dest, con l'innesto di Gabbia centrale. Alla Juve, rispetto alla Champions, mancava lo squalificato Di Maria e il paragone tecnico è stato impietoso per i suoi compagni. Che, dopo l'illusorio diagonale di Cuadrado appena largo, si sono convinti di potere controllare il gioco senza cambi di ritmo.
GOL INEVITABILE (Il Giornale)
Pioli ha il coraggio delle idee nuove: nelle difficoltà aguzza l'ingegno e disegna un 4-3-3 inedito con Gabbia centrale per tenere Kalulu sul lato più Pobega trequartista mascherato col compito di "oscurare" Locatelli. Quando il Milan riprende il pallino in mano, cominciano i dolori per la Juve, fragile sui calci d'angolo. Su uno di questi, Leão scheggia il palo. Il gol, maturato a fine prima frazione, è l'inevitabile epilogo.
ALLEGRI ACCUSA IL COLPO (La Stampa)
Allegri processa i giocatori "Non si può sbagliare così". È un problema mentale, oltre che fisico, visto che l'intensità è durata 20 minuti al massimo. "In qualche modo bisogna uscirne, con le buone o con le cattive", dice il tecnico bianconero. I dirigenti in questi giorni si faranno sentire e la sensazione è che adesso gli alibi siano davvero finiti per tutti. "Bisogna avere una reazione", aggiunge Allegri.
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