

"Con la pubblicazione delle notizie nella rassegna stampa quotidiana, AC Milan non intende in alcun modo avallarne o confermarne la veridicità".
SANTO STEFANO DI LAVORO (Gazzetta dello Sport)
Ieri a Milanello, per Maldini e Massara, è stato un giorno di lavoro vicino alla squadra, come sempre. Per Rafa Leão, il ritorno dopo le vacanze post-Mondiale. Rafa e il Milan si sono ritrovati e il tempo per allenare la chimica non è tantissimo: tra meno di 10 giorni, si va in campo contro la Salernitana per la ripresa del campionato.
NUOVE VALUTAZIONI (Gazzetta dello Sport)
Per Pioli tre, quattro, cinque indisponibili quasi in ogni partita e Salerno non farà eccezione: niente Ibra, niente Florenzi, niente Maignan, quasi sicuramente niente Origi. Da valutare le situazioni di Messias e Krunić, che hanno lavorato da soli, in palestra. Piccole precauzioni da sovraccarico. Per Messias nelle prossime ore, con nuove valutazioni, si capirà se potrà esserci a Salerno.
IBRA E MILANO (Corriere dello Sport)
"Milano mi fa un grande effetto, perché per 8-9 anni ho trascorso qui la mia carriera. Una volta chiuso con il calcio potrei restare, non è un segreto", spiegava Zlatan, intervistato da Alberto Angela due sere fa all'interno del programma di Rai 1 "Stasera a Milano". Ibra: "Milano è come una seconda casa". Ai 100 gol con la maglia del Milan gliene mancano otto, l'ultimo è stato quello dello scorso 9 gennaio a Venezia.
OBIETTIVO SPURS (Tuttosport)
Ibra: "Ogni gol ha il suo momento, quando entra il pallone in porta c'è una cosa che ti passa nel corpo che vuoi tirare fuori e vuoi godere con i tifosi. Io trovo un riferimento, un bambino, una persona sugli spalti, e mi fermo su di lui e tiro fuori tutta l'emozione". Il suo programma di recupero prosegue secondo i piani. Zlatan, nella sua testa, ha messo Milan-Tottenham di Champions League come obiettivo.
PIOLI MIGLIORA (Corriere dello Sport)
"Dobbiamo crederci, come è stato fatto l'anno scorso verso uno Scudetto che sembrava impossibile", ha detto Pioli durante un'intervista a Mediaset. "Credo di essere migliorato, come allenatore, in quelle due-tre cose che per il mio lavoro sono le più importanti". Il distacco non mette paura, anche se in attacco Leão è per ora l'unica certezza. Da verificare la forma fisica di Giroud e le condizioni di Origi.
UN ATTACCO DA RITROVARE (Corriere dello Sport)
Per Origi c'è grande attesa nel conoscere quando potrà tornare a disposizione: ieri a Milanello si è limitato alle terapie. Brahim Díaz, che aveva saltato l'amichevole col Liverpool, è a pieno regime come Calabria. Il mese di gennaio sarà serrato per il Milan: dopo Salerno, subito la visita di Mourinho a San Siro con la Roma. Una serie di tappe, Coppa Italia compresa, in cui rimettere insieme l'attacco rossonero.
LO SPOGLIATOIO HA DETTO SÌ (Tuttosport)
C'è una cosa che sta emergendo dalle sacre mura dello spogliatoio: il rinnovo di Rafael Leão non verrebbe visto dal gruppo squadra come un apripista per corse agli aumenti di stipendio. I suoi compagni lo considerano il giocatore più forte della rosa e non avrebbero nulla da obiettare se, alla fine, Leão e il Milan arrivassero a un rinnovo ricco, diciamo attorno ai 7 milioni di parte fissa.
FORBICE MENO AMPIA (Corriere della Sera)
I colloqui con Enzo Raiola per il prolungamento di contratto di Bennacer ora in scadenza nel 2024 destano fiducia (si è ridotta la forbice fra richiesta e offerta: il centrocampista algerino chiede almeno 4,5 milioni di base fissa), maggior ansia accompagna la trattativa per Leão. L'avvocato Ted Dimvula è atteso a Milano nei primi giorni del nuovo anno. Il Milan ha il problema di Maignan: si sogna Vicario.
IPOTESI IN PRESTITO (Il Giornale)
Alla ripresa degli allenamenti del Milan c'era anche Rafael Leão: il portoghese si è ripresentato a Milanello dopo la breve vacanza a seguito del Mondiale. Intanto, con Maignan sempre ko, oltre a Sportiello, come sostituto spunta il nome di Cragno che al Monza fa panchina. Visti i buoni rapporti del Milan con Galliani potrebbe essere chiesto in prestito.
SENZA RIMPIANTI (Il Giornale)
"Stadio San Siro? Si può abbattere senza rimpianti". "La mia personale opinione è che l'attuale amministrazione non è abbastanza coraggiosa nel guardare avanti. Lo stadio di San Siro nuovo, la Cattedrale, è molto più bello di quello vecchio, che può essere tranquillamente abbattuto senza rimpianti". Lo ha detto Gabriele Albertini, per due mandati sindaco di Milano, intervistato dal canale Europa Tv.
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