

"Con la pubblicazione delle notizie nella rassegna stampa quotidiana, AC Milan non intende in alcun modo avallarne o confermarne la veridicità".
TOCCA A CHARLES (Gazzetta dello Sport)
Pioli si affida a CDK: "Sta meglio, ora è più forte". Dopo 5 partite da incubo, serve la vittoria per tornare secondi e preparare il Derby. In questo pranzo domenicale, rieccolo: De Ketelaere dall'inizio. Ha lo sguardo di settembre, la stessa maglia col 90 ma è come se fosse un altro calciatore. E sa che nel girone di ritorno si gioca il suo futuro in rossonero. Sei mesi, due vite.
LA FORMAZIONE ROSSONERA (Gazzetta dello Sport)
Eccola, la formazione. In porta Tătărușanu. In difesa, ritornano Calabria e Theo Hernández, in dubbio fino a un paio di giorni fa. In mezzo a loro, Kjær e Kalulu. In mezzo, il sostituto di Bennacer non sarà Pobega ma Rade Krunić, che non gioca dalla sosta per il Mondiale. Sulla trequarti dovrebbe tornare Saelemaekers, con Rebić e Messias un passo indietro, la punta sarà Giroud. Pobega e Origi nel secondo tempo.
DARE IL MASSIMO (Corriere dello Sport)
"Soprattutto adesso ci servono dei risultati positivi per ritrovare entusiasmo, parlare serve poco. Anche una vittoria sporca ma di carattere ci farebbe bene, dobbiamo essere una squadra consapevole e concreta", ha confessato Pioli, ammettendo che ora conta solo una cosa: vincere. "Ci siamo preparati bene, daremo il massimo per tornare alla vittoria".
LEÃO E I 70MILA (Corriere dello Sport)
Il Milan con un Leão in forma è molto più pericoloso, ecco perché Pioli spera di vedere la miglior versione del portoghese contro il Sassuolo. L'anno scorso in casa dei neroverdi fu decisivo per la partita scudetto con tre assist per i gol dei compagni, e da lui tutto il mondo rossonero si aspetta uno squillo oggi, davanti a circa 70 mila tifosi. La partita conta tantissimo per la classifica e per la fiducia della squadra.
GIORGIO FURLANI A MILANELLO (Tuttosport)
Vero che le ultime due recite casalinghe, contro Roma e Torino (Coppa Italia), hanno aperto la crisi di gennaio ma a sostenere i rossoneri contro il Sassuolo, ore 12.30, ci saranno circa 70mila spettatori. Pioli ieri ha ricevuto la visita a Milanello non solo di Maldini e Massara, ma anche di Giorgio Furlani. In porta confermato Tătărușanu: "Vásquez non lo vedo ancora pronto per giocare", la chiosa di Pioli.
SERIE NEGATIVA (Tuttosport)
La Juventus Primavera è reduce da una serie negativa: nessuna vittoria nelle ultime sette partite, tre sconfitte nelle ultime tre, quella con il Napoli arrivata solo ai rigori ma costata l'eliminazione dalla Coppa Italia. I ragazzi di Paolo Montero proveranno a interrompere la striscia domani alle 16 (diretta Sportitalia) in casa del Milan, al PUMA House of Football. La Juve oggi è a +8 sui rossoneri.
CDK, TOMORI E BENNACER (Corriere della Sera)
Pioli sta valutando di levare dalla naftalina e dare fiducia a De Ketelaere: "Sta sicuramente meglio fisicamente, è più forte, strappa di più", ha ammesso il suo allenatore, che potrebbe schierarlo anche dall'inizio. Charles ha bisogno di giocare davvero, non di entrare negli ultimi minuti, a partita chiusa. Mancherà Tomori per infortunio muscolare e Bennacer per squalifica.
UNITÀ INTERNA (Il Giornale)
L'unità interna è stata plasticamente incarnata ieri dalla presenza, al fianco di Paolo Maldini durante l'allenamento a Milanello, di Giorgio Furlani, neo CEO del club e successore di Gazidis. Voci e indiscrezioni possono aver turbato il clima interno, come sempre esposto agli spifferi velenosi quando i risultati sono di segno negativo. Sul tema del mercato, Pioli categorico: "Abbiamo le risorse necessarie, recuperando gli infortunati, per uscire da questo periodo".
TROPPI REGALI (Il Giorno)
Milan-Inter 1-4, amaro il commento di Maurizio Ganz: "Quando regali i gol e poi non li segni tu... il calcio è questo: dopo un minuto e mezzo siamo andati in svantaggio su un calcio d'angolo regalando la rete, poi abbiamo concesso anche la seconda. Fra andata e ritorno abbiamo subìto otto gol dall'Inter e sette li abbiamo regalati noi. Sono più preoccupato per quello che non abbiamo fatto noi più che per quello che ha fatto l'Inter".
LA SCOMPARSA DI TAVECCHIO (Corriere della Sera)
Se ne è andato Tavecchio: ingaggiò Conte e portò la VAR. Carlo Tavecchio aveva il fuoco dentro e quel fuoco si è spento, a 79 anni, per una serie di complicazioni polmonari dovute al Covid, che peraltro aveva superato come molte cose nella vita. I funerali si svolgeranno domani a Ponte Lambro, il suo piccolo mondo antico, dove a 33 anni era stato eletto sindaco. La politica, soprattutto quella sportiva, ce l'aveva nel sangue. Quasi 50 anni sulla breccia.
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