

La rivalità tra Antonio Conte e Massimiliano Allegri è sempre stata alimentata, storicamente, dai numerosi trofei vinti da entrambi (ben 11 scudetti in due), ma anche tatticamente: le loro visioni del calcio e i loro caratteri appaiono spesso come diametralmente opposti. Antonio Conte: predilige una tattica codificata e rigida, dove ogni giocatore ha compiti precisi. Il suo calcio è fatto di intensità, carisma e una gestione spesso definita "di rottura", capace di portare successi immediati seguiti però da forti tensioni interne. L'emisfero di Massimiliano Allegri è agli opposti. Il tecnico livornese è più fautore del "calcio semplice" e della gestione dei momenti della partita. Dà molta importanza all'istinto dei singoli e alla solidità difensiva, cercando di essere un elemento "aggregatore" e comunicativo per il club.
A livello di palmarès in Serie A, Allegri guida con 6 scudetti contro i 5 di Conte, il quale però detiene il record di aver vinto in tre piazze diverse (Juventus, Inter e più recentemente con il Napoli). Nei confronti ufficiali da allenatori, il bilancio (aggiornato alle ultime sfide della stagione 2025/26) vede Conte in vantaggio, con 6 vittorie rispetto alle 2 di Allegri e a 2 pareggi. La prima sfida risale al 2009 (Cagliari-Atalanta 3-0 per Allegri), ma da allora Conte ha tenuto un certo vantaggio, nel quale si è inserito il Milan-Napoli 2-1 dello scorso mese di settembre. Allegri ha sostituito Conte alla Juve nel 2014, riuscendo dove Conte si era fermato (raggiungendo due finali di Champions). In tempi recenti, i due grandi allenatori hanno affrontato in modo diverso il tema della gestione delle troppe partite stagionali. Allegri ha risposto, ricordando i suoi successi passati con calendari fitti.
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