

I primi 450 minuti della Serie A 2026/27 sono alle spalle, una lunga sosta per le nazionali è davanti a noi: siamo al momento giusto per tracciare un primo bilancio della stagione rossonera. Dal raduno del 13 luglio sono passati poco più di due mesi, settimane in cui tanto è cambiato. Da una nuova guida tecnica a diversi giocatori importanti giunti a Milanello e capaci da subito di ritagliarsi un ruolo di rilievo, dal ritorno in Europa alla voglia di rilancio dopo il finale amaro della scorsa annata. All'inedita lunga pausa di settembre-ottobre i rossoneri arrivano con un percorso privo di sconfitte in campionato, dal momento che ai pareggi sui campi di Juventus e Lazio si sono aggiunte le vittorie ottenute ai danni di Torino, Venezia e Lecce.
L'unica battuta d'arresto è quella rimediata in Europa League contro il Benfica, ma la formula della competizione ci permetterà di avere diverse occasioni di rilancio per risalire la classifica e puntare alla migliore posizione possibile nella corsa alla fase a eliminazione diretta. Complessivamente però il bicchiere è indubbiamente mezzo pieno: i rossoneri hanno mostrato trame di gioco interessanti, dimostrando la qualità del lavoro quotidiano in allenamento e la volontà di recepire le indicazioni dell'allenatore. Questo Milan vuole essere una squadra propositiva e generosa, capace di creare ma anche di sapere gestire i momenti complicati.
Sono tanti i calciatori a essersi messi in luce in questo inizio di stagione. Partiamo da due volti nuovi, già a segno per più di una volta: Diego Moreira è il miglior marcatore di questo breve scorcio di stagione, dal momento che alla doppietta a stretto giro dell’Olimpico è seguito il gol del definitivo 3-0 contro il Lecce. L'esterno belga ha già superato il totale del suo primo anno a Strasburgo (sette i gol segnati complessivamente nei suoi due anni in Alsazia). Due le reti segnate, entrambe a Torino, da Alphadjo Cisse: gol di pregevole fattura e dal notevole peso specifico quelli contro i granata e la Juventus.
È una conferma rispetto allo scorso anno, invece, Adrien Rabiot: reduce da un ottimo Mondiale con la Francia, il nostro numero 12 ha avuto un grande impatto in più occasioni e ha dimostrato grande versatilità disimpegnandosi tra la mediana e la linea dei trequartisti alle spalle di Ramos. Fuori dai marcatori, meritano una menzione elementi già noti come Chukwueze, De Winter e Pavlović oltre a una novità come Mario Gila, già idolo dei tifosi e a un rientrante: Yunus Musah, protagonista per duttilità e abnegazione nel centrocampo rossonero. Chiudiamo con Rúben Amorim, divenuto il terzo allenatore straniero nella nostra storia a rimanere imbattuto nelle prime cinque partite milaniste in Serie A (dopo Carniglia e Liedholm): un’iniezione di fiducia in vista di una ripresa che ci vedrà scendere in campo ogni tre giorni per un mese intero.
Iscriviti al canale WhatsApp di AC Milan!