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    FEYENOORD‑MILAN: OPPONENT REVIEW

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    Nelle ultime settimane il Feyenoord è entrato nei pensieri dei tifosi rossoneri soprattutto per la trattativa di mercato relativa a Santiago Gimenez. È tempo, però, di conoscere meglio la squadra di Rotterdam, poiché sarà questo il nostro avversario nell'inedito Playoff intermedio di Champions League. Una doppia sfida su 180 minuti - andata in Olanda, ritorno a San Siro tra sette giorni - che spedirà la vincente agli Ottavi di finale della massima competizione europea. Se per noi si tratta di una sfida che si ripropone dopo oltre mezzo secolo (l'unica volta col Feyenoord risale alla Coppa dei Campioni 1969/70, edizione poi vinta dai biancorossi), per i nostri avversari si tratta dell'ennesimo incrocio nelle ultime stagioni contro una squadra italiana in Europa. Nelle ultime tre stagioni il Feyenoord ha sempre incrociato il suo percorso europeo contro un'avversaria della Serie A, e per la precisione della capitale: contro la Roma le sfide in Europa League (e nella Finale di Conference League nel 2022), con la Lazio incroci sia in Champions che in Europa League.

    Dopo aver ben figurato nelle competizioni europee minori nel ciclo di Arne Slot, alla prima stagione con Brian Priske la squadra di Rotterdam ha superato il primo turno di Champions League, qualcosa che non riusciva a fare dal 1993/94. Il momento complessivo è difficile da inquadrare: a gennaio in Europa c'è stato il 3-0 sul Bayern ma anche il 6-1 rimediato sul campo del Lille, in patria l'eliminazione ai Quarti di coppa per mano del PSV, il ko con l'Ajax di Farioli ma anche - nell'ultimo turno - il netto 3-0 nel derby di Rotterdam contro lo Sparta. Risultati altalenanti che hanno portato a un colpo di scena nelle ultime ore, con l'esonero di Priske e la promozione al suo posto di Pascal Bosschaart. In Eredivisie al momento il Feyenoord è 5°, a -3 (con una partita in meno) dall'Utrecht terzo ma distante dal duo PSV-Ajax in cima.

    SQUADRA VULNERABILE DIFENSIVAMENTE, ANCHE NEL FORTINO DE KUIP
    Tra le 24 squadre approdate alla fase a eliminazione diretta, il primo dato che si staglia in evidenza sul Feyenoord è quello relativo alla difesa: sotto la guida di Priske la squadra è stata la peggiore per quantità di gol subiti -  ben 21 - e soltanto in quattro (Salisburgo, Slovan Bratislava, Stella Rossa e Young Boys) hanno fatto peggio degli olandesi nella fase campionato. Chiaramente sul dato incidono le goleade rimediate da Lille (il 6-1 sopracitato) e Bayer Leverkusen, 0-4 in casa il 19 settembre. Proprio tra le mura amiche del De Kuip, stadio tradizionalmente molto caldo, i biancorossi si sono mostrati tutt'altro che irresistibili, cedendo il passo anche ad Ajax, Utrecht e Salisburgo (gli unici tre punti ottenuti dagli austriaci nella stagione europea). Complessivamente il Feyenoord si è dimostrato piuttosto vulnerabile in difesa, con soltanto 5 clean sheet in 33 partite e ben 57 reti incassate tra tutte le competizioni.

    È un dato pesante per una squadra che non appare come palesemente sbilanciata dal punto di vista offensivo nel suo 4-3-3, per certi versi simile a quello visto a lungo nelle ultime due stagioni dei rossoneri. Gli olandesi sono tra le peggiori squadre di questa Champions League per numero di palloni recuperati, ma il resto degli indici difensivi non restituiscono l'idea di una squadra con lacune particolarmente evidenti. Altro punto debole da esplorare può essere la fase di costruzione: l'82.1% di passaggi riusciti è uno dei dati più bassi del torneo (tra le qualificate solo Benfica e Brest fanno peggio) per una squadra che tende a lasciare il pallino del gioco (e il possesso) all'avversaria. Il Feyenoord può però essere insidioso sotto il profilo della finalizzazione, dal momento che converte una buona percentuale delle sue conclusioni tentate e in generale i 18 gol segnati nelle prime otto partite valgono la Top 10 della competizione.

    LA VITA DOPO GIMENEZ: OCCHI SU UEDA E CARRANZA
    Facevamo riferimento, nel paragrafo precedente, alla fase realizzativa del Feyenoord. Responsabile per oltre un quarto (5 su 18) delle reti segnate nella prima fase dalla squadra di Rotterdam è Santiago Gimenez, il grande ex di questo doppio incrocio che torna al De Kuip dopo il battesimo del gol in rossonero a Empoli. La pesante eredità - fatta di 65 reti in 105 presenze totali - dell'attaccante messicano ricade principalmente sulle spalle del giapponese Ayase Ueda, protagonista in questa Champions League con due gol a Benfica e Bayern. L'ex Kashima Antlers ha recuperato, nelle ultime settimane, da un infortunio muscolare che l'ha tenuto a lungo fuori tra novembre e dicembre e ha riposato nell'ultimo weekend di campionato dove è stato sostituito come centravanti dall'argentino Julián Carranza, arrivato in Olanda la scorsa estate dopo esperienze americane tra Inter Miami e Philadelphia Union.

    Sia Ueda che Carranza hanno caratteristiche simili tra loro, e vicine a quelle di Gimenez: attaccanti di personalità, dal tiro potente e dall'ottima forza fisica senza essere di grande statura. Punto fisso del tridente offensivo del Feyenoord, al di là del turnover, nelle ultime uscite è stato il brasiliano Paixão, ala sinistra di piede destro che in stagione viaggia a ottime cifre (7 gol e 14 assist complessivi) e spesso vede - sull'altra fascia - l'interessante algerino Hadj Moussa. Da citare altri due elementi, punti di riferimento importanti. Il primo è il regista coreano Hwang, giunto in Olanda a fine mercato estivo dalla Stella Rossa ma da subito centrale nelle geometrie tattiche biancorosse. Il secondo è una vecchia conoscenza del calcio italiano come il difensore slovacco Hancko (5 presenze alla Fiorentina nel 2018/19) e grande protagonista in Europa con il gol del definitivo 3-3 a Manchester contro il City. Marcatore tenace e molto fisico, giocatore da tenere d'occhio data anche la conoscenza di Gimenez.


    Feyenoord-Milan: leggi la nostra guida per vivere al meglio la trasferta in OIanda