storia10 settembre 2021

MILAN-LAZIO: IL PRECEDENTE

Campionato 2004/05, una rimonta nel finale a San Siro grazie a Sheva e Crespo

Un precedente vibrante, difficile e risolto nel recupero da un grande attaccante. Torniamo con la memoria alla stagione 2004/05, un Milan bellissimo che a San Siro ospita una Lazio che, insolitamente, alberga in zone poco nobili della graduatoria. Un match che la carta definirebbe come semplice ma che, per tradizione e qualità dell'avversaria, si rivela molto più insidioso e complesso del previsto. 

LO SCENARIO

6 febbraio 2005, 23° giornata di campionato: a San Siro si gioca Milan-Lazio. I rossoneri di Carlo Ancelotti sono campioni in carica e, nella stagione in corso, occupano la seconda posizione in classifica alle spalle della Juventus. Cinque i punti di distacco alla vigilia del turno di Serie A, 50 per i bianconeri e 45 per noi. La Juventus incappa però in una sconfitta a Palermo, per via del gol di Brienza. Nelle mani del Milan, dunque, la possibilità di portarsi a -2. La Lazio di Papadopulo naviga in cattive acque, 15° posizione in classifica con 24 punti, ma è comunque una formazione con qualità diffusa in tutti i ruoli. Da non sottovalutare assolutamente. 

PRIMO TEMPO BLOCCATO

La formazione di partenza di Ancelotti è quella classica: 4-3-1-2 con una sola grossa novità, Tomasson titolare al posto di Sheva. Il 73° confronto in campionato tra le due squadre si dimostra presto ostico per noi, perché i biancocelesti chiudono molto bene gli spazi e non concedono sbocchi in area al nostro attacco. Due le occasioni da segnalare nella prima frazione: un destro in corsa dal limite di Seedorf, abbastanza centrale e smanacciato da Peruzzi e, nel finale di tempo, una torre di Crespo che Tomasson non riesce a girare in porta da pochi passi. Insomma, c'è tempo nella ripresa ma la Lazio è concentrata e ben disposta in campo.

LO SVANTAGGIO

Il secondo tempo si apre con il peggiore degli scenari: al 55' Liverani pesca Rocchi in area, l'intervento di Stam è scomposto e provoca un inevitabile rigore. Sul dischetto Massimo Oddo, passato e futuro rossonero, che non sbaglia nonostante Dida intuisca la direzione e tocchi anche il pallone. 0-1 a San Siro, tutto in salita. Ancelotti corre ai ripari e utilizza in cinque minuti i tre cambi a disposizione: al 57' fuori Tomasson e dentro Shevchenko, al 60' entra Serginho al posto di Kaladze e al 62' Cafu per Seedorf. Cambia lo schieramento, inedito ma efficace: 3-4-1-2 con i due brasiliani altissimi sulle fasce, Stam-Nesta-Maldini a presidiare la difesa, Gattuso-Pirlo in mezzo e Kaká a supporto delle due punte, Crespo e Sheva. Le mosse del Mister cambiano il volto del match, che riusciamo a riequilibrare al 72' con una magistrale punizione di Shevchenko: Peruzzi accenna un minimo passettino sulla sua destra, poi si ferma e ammira il pallone che si insacca nel sette.

... E LA RIMONTA

San Siro ruggisce, ci sono 18 minuti più recupero per vincerla. La squadra è a trazione anteriore e le occasioni fioccano, ci provano sia Cafu che Stam ma il pareggio regge fino al recupero. Su una palla vagante Kaká anticipa Dabo e dal limite lascia partire un destro che colpisce il palo interno, sulla ribattuta il più lesto è Hernan Crespo che, forse sorpreso, colpisce sporco con i tacchetti ma quanto basta per indirizzare in porta. Ancora palo interno, ma questa volta la palla entra. Al minuto 94 la rimonta è completa e gli oltre 56mila tifosi rossoneri tutti in piedi. 


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