

In vista della sfida contro il Bologna valida per la 9a giornata di Serie A, il nostro Time Machine ci riporta al 13 settembre 2003. Prima gara casalinga in quella Serie A per i Campioni d'Europa, reduci dal 2-0 esterno al debutto ad Ancona, targato Shevchenko. Si tratta dell'ultimo campionato italiano a 18 squadre. Diciassette è invece il numero di Scudetti che il Milan si ritroverà in bacheca al termine di quel campionato.
Con il Bologna non c'è capitan Maldini, squalificato per un'espulsione rimediata nella giornata precedente. Non gioca neanche il 21enne Kaká, che due settimane prima aveva fatto il proprio esordio assoluto con i colori rossoneri. Parte dalla panchina l'altro nuovo acquisto Cafu, che però entrerà e sarà anche decisivo. La fascia al braccio la porta Costacurta, che stringe la mano a Beppe Signori al momento del sorteggio. Inizia la partita.
Dal fischio di Rosetti, al solito Shevchenko non servono neanche 10 minuti per sbloccare la gara, trasformando in oro il suggerimento di Pirlo su calcio di punizione. È il terzo centro in due apparizioni per l'ucraino, che qualche mese dopo si laureerà capocannoniere a quota 24 gol. Ma i rossoblù, guidati in panchina da Mazzone, reagiscono intorno alla mezz'ora. Sempre calcio da fermo: Seedorf libera l'area, ma una cannonata di Nervo da fuori rimette il punteggio in equilibrio.
Sheva e Inzaghi ci provano a più riprese, Serginho arriva a pochi centimetri dall'obiettivo scavalcando Pagliuca ma centrando la traversa. Poi, a soli 5 minuti dalla fine, il guizzo decisivo. Cafu cerca Inzaghi che, tarantolato, controlla con il petto, la sposta, fa una piroetta, la ritrova, la risposta. Poi calcia. Nello slancio si accascia, ma solo per un attimo. Si alza, corre, urla, agita le braccia. Consegna i tre punti al suo Milan. Ai Campioni d'Europa che, nel maggio successivo, saranno anche Campioni d'Italia.
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