

Il Genoa a Genova prima della sosta. Dopo il Derby casalingo i rossoneri tornano a giocare in esterna nell'11ª giornata di Serie A, precisamente allo stadio L. Ferraris nel quartiere di Marassi, lì dove il 2 dicembre 2011 il Milan vinse e convinse per 2-0 grazie al genio di Zlatan Ibrahimović e non solo. È l'Allegri-bis, alla seconda stagione in panchina, con la squadra campione in carica e ancora in grande spolvero.
Siamo in pieno inverno, è venerdì, dopo van Bommel anche Pato alza bandiera bianca, contando pure l'assenza di Abbiati. Non proprio emergenza, non certo le condizioni migliori per affrontare una gara importante e delicata. I rossoneri arrivano dal netto 4-0 al ChievoVerona a San Siro, non perdono da inizio ottobre a domicilio della Juventus, proprio l'avversaria in lotta punto a punto per il comando del campionato. Una serata non semplice, interrotta presto per un breve periodo complice qualche disordine all'interno dell'impianto sportivo.
Ibrahimović-Nocerino, che intesa. In apertura un paio di lanci dell'attaccante premiamo gli inserimenti della mezz'ala, fermato prima da Rossi e poi da Frey davanti alla porta. Ci provano Robinho, Boateng e ancora Nocerino ma senza mirare il bersaglio. Si rivede Ibra che impegna Frey. Nel finale di tempo salgono i rossoblù: Amelia smanaccia una punizione velenosa di Veloso e Mesto non "scarta il regalo" dopo un'incomprensione Thiago Silva-Yepes in impostazione.
Al 56' la svolta, Robinho imbuca per Ibrahimović che in area viene scalciato dall'ex Kaladze, espulso nell'occasione per doppia ammonizione. Rigore: dal dischetto, lo svedese è glaciale e di potenza segna il vantaggio. Finale in discesa, nonostante Robinho si divori un gol da zero metri e Rossi crea scompiglio con un colpo di tacco a lato. Al 79' il raddoppio e il sigillo al successo: Boateng mette in mezzo e Nocerino appoggia comodo. 2-0 per il Diavolo, che non avrà gloria al termine di quel 2011/12.
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