


Como-Milan 1-1, 15 maggio 1988. Sembra solo un pareggio, ma è uno di quei pareggi che valgono una vittoria. Anzi, per la precisione uno Scudetto. Quando il pari è bello dolce e vale il Tricolore, abbastanza recentemente è successo nel 2011 (Roma-Milan 0-0) ma anche nell'88 è stato così. Vogliamo tornarci a quell'anno, a quel giorno, per ricordare - grazie al Time Machine - un Como-Milan speciale. In attesa del prossimo, importante e vicino in campionato appena prima di Natale.
La stagione 1987/88 è di fatto l'inizio dell'era Berlusconi, la prima con Arrigo Sacchi in panchina, con Gullit e van Basten nel motore dell'attacco. Lo stadio Sinigaglia rappresenta la tappa finale, l'epilogo di una Serie A accesa e ancora appesa a un filo. Il verdetto dipende dai rossoneri, caparbi nella lotta al Napoli e formidabili nel battere Maradona e compagni sia all'andata che al ritorno. Dopo il 4-1 del San Paolo, proprio il 3-2 di San Siro spiana la strada alla squadra, impeccabile da aprile in poi. Il popolo milanista è pronto a far festa, dipende dall'esito del pomeriggio comasco dopo una Coppa UEFA e una Coppa Italia negative.
E la partenza è eccellente, basta per cominciare già a stappare lo champagne. Pronti, via e al 2' Virdis colpisce: imbeccato da Gullit, vince un doppio rimpallo e dal limite lascia partire un collo esterno destro all'angolino a battere Paradisi. Esplode il Sinigaglia, completamente colorato di rossonero. Prosegue il primo tempo, occasioni per Gullit, Virdis e Ancelotti; il Como si vede solo con Mattei, velleitario. In avvio di ripresa però i lariani rispondono allo svantaggio e recuperano il parziale, Mattei libera Viviani che serve Giunta, preciso nel tap-in in corsa sottoporta. Un piccolo spavento passeggera, la nave arriva in porto senza affanno e il Milan, a distanza di nove anni, è di nuovo Campione d'Italia per l'undicesima volta nella sua storia.
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