CHAMPIONS LEAGUE 1988/89

Camp Nou di Barcellona, 24 maggio 1989

Negli anni più cupi della transizione da Madrid 1969 a Barcellona 1989, i tifosi rossoneri non osavano nemmeno sperare di poter tornare, un giorno, sul tetto d’Europa. E invece Berlusconi, Sacchi, Baresi e i tre olandesi ci riescono: non solo restituiscono il sogno al popolo rossonero, ma soprattutto lo concretizzano. La stagione 1988/89 è proprio quella del passaggio del testimone dal Gre-No-Li svedese (ben quattro Scudetti negli anni Cinquanta) al trio “orange” Rijkaard-van Basten-Gullit. Frank Rijkaard, neo-acquisto, diventa il regista centrale della squadra. Marco van Basten esplode e Ruud Gullit alterna le presenze per riuscire a gestire il suo ginocchio dolorante.

L’intera stagione rossonera è dedicata alla conquista della Coppa dei Campioni. Il Milan supera i bulgari del Vitocha (2-0 e 5-2), gli jugoslavi della Stella Rossa in una drammatica sfida vinta ai calci di rigore in pratica alla terza partita dopo la nebbia salvifica di Belgrado, il Werder Brema (0-0 e 1-0) e il Real Madrid nonostante all'andata al Bernabeu sia stato annullato a Gullit un gol regolare per fuorigioco inesistente. Ma il 5-0 di San Siro spedisce a Barcellona quasi 100mila tifosi rossoneri, nel più grande esodo calcistico della storia. L'Équipe celebra il Milan: "Da oggi il calcio non sarà più lo stesso".

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