


Dopo la vittoria last-minute di Cremona, per i rossoneri è tempo di Milan-Inter. La 28ª giornata di Serie A ci mette di fronte al Derby, snodo fondamentale della stagione e una delle sfide più attese e sentite della stagione. Alla vigilia del match, Mister Allegri ha incontrato i media a Milanello nella conferenza stampa in diretta su Milan TV e AC Milan Official App.
IL DERBY
"È sempre una partita particolare, speciale, da giocare e da vivere. Sarà una bellissima serata di sport dove si sfidano prima contro seconda. Poi ci sono i tre punti in palio che valgono sempre tre punti. Penso che sarà una partita bella e equilibrata, bisognerà stare attenti ai dettagli. Unica cosa da fare è giocarla, viverla e poi vedremo come finirà il risultato. Indipendentemente dalla partita di domani l'obiettivo deve rimanere chiaro: 57 punti non sono sufficienti per tornare in Champions League. Il nostro calendario è difficile e dobbiamo fare ancora un po' di vittorie".
COME STA LA SQUADRA
"Stiamo tutti bene tranne Loftus-Cheek, Gabbia e Gimenez. Bartesaghi ieri ha fatto allenamento con i compagni e deciderò domani chi giocherà tra lui e Estupiñan, che sta molto bene e sta crescendo anche a livello mentale. I quattro davanti stanno migliorando: Pulisic sta crescendo, Leão sta molto meglio, Nkunku e Füllkrug stanno bene. Loro sono forti a centrocampo ma noi anche: Fofana, Modrić e Rabiot sono in forma, con Ricci e Jashari che sono cresciuti molto. In questo momento del campionato più che la condizione sono le motivazioni che fanno la differenza, chi ne ha di più riesce a ottenere i risultati".
LA SERIE A E LA CORSA SCUDETTO
"Nel calcio non si sa mai cosa può succedere, dopo la partita vediamo com'è la situazione. A noi mancano almeno cinque vittorie per andare in Champions League, che resta il nostro obiettivo, se ne facciamo una domani ce ne manca una in meno. Quando alleni al Milan non puoi non partire con l'ambizione di vincere il campionato, ma solo alla fine si vede chi è la squadra che vince. Non credo a chi dice che ci siano annate di rifondazione e di consolidamento, il calcio ha troppe variabili, l'unico metodo che conosco è quello di lavorare con professionalità facendo il massimo nel rispetto del DNA del Club".
L'INTER
"È sei anni che lotta per vincere la Serie A, l'ha vinta e ha fatto due finali di Champions League, quindi al momento sono i più forti del campionato. Possono fare gol in tanti modi, hanno grande fisicità in area e tante soluzioni offensive, degli ottimi calcianti e dei buoni saltatori. Noi altrettanto abbiamo qualità importanti per fare una bella partita e per fargli gol".
L'ASSENZA DI LAUTARO
"Lautaro è un grandissimo giocatore però l'Inter ha un parco attaccanti importante, indipendentemente da chi scende in campo domani ci vuole tecnica cuore passione per giocare una partita così importante".
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