


Una sfida infinita, senza tempo, pronta a rinnovarsi per la 246ª volta considerando tutte le competizioni. È il Derby di Milano, Milan contro Inter. Le prime due della classifica di Serie A, il meglio che il nostro campionato ha avuto da offrire nelle prime 27 giornate dell'edizione 2025/26. Dopo anni in cui rossoneri e nerazzurri hanno incrociato più volte i rispettivi cammini, questo è "solo" la seconda (e ultima) stracittadina stagionale ma la posta in palio è egualmente altissima. La squadra di Chivu vuole consolidare la sua posizione in classifica, i rossoneri di Allegri puntano invece a blindare il piazzamento Champions e avvicinarsi proprio alla capolista nerazzurra.
Rispetto al precedente dello scorso 23 novembre l'Inter ha registrato la deludente eliminazione in Champions League per mano del Bodø/Glimt, ma in campionato il percorso è stato pressoché netto: 14 vittorie e un solo pareggio (a gennaio contro il Napoli), con striscia aperta di sette successi consecutivi. I nerazzurri non subiscono gol da tre partite in campo nazionale, doppio 2-0 in Serie A con Lecce e Genoa oltre allo 0-0 nella Semifinale d'andata di Coppa Italia disputata a Como martedì scorso. Numeri e stato di forma da testare nell'occasione più difficile di tutte, anche alla luce di un ruolino di marcia che negli ultimi Derby ha ampiamente sorriso ai nostri colori: il Milan, infatti, è imbattuto nelle ultime sei sfide assolute con l'Inter.
L'IMPORTANZA DEI PIAZZATI E DEI CONTROPIEDI IN UN DUELLO TRA SQUADRE CONCRETE
Le situazioni inattive e da calcio piazzato sono indubbiamente il primo punto chiave del 246° Derby, perché è l'aspetto tattico su cui emergono le maggiori differenze tra due squadre di grande concretezza in termini performativa e realizzativa. L'Inter si è distinta in queste 27 giornate per l'alto numero di gol segnati su sviluppo di calcio piazzato (21 dei 64 complessivi) e in particolare da calcio d'angolo, ben 15. Non sorprendono, quindi, neanche i 14 gol di testa (unica in A in doppia cifra). Cifre che ben restituiscono l'idea di una squadra fisica e attenta nel posizionarsi in campo, per sfruttare gli episodi. Dall'altra parte l'ottima difesa rossonera ha mostrato un raro tallone d'Achille in questa stagione proprio sui calci da fermo, dal momento che la metà dei gol incassati da Maignan in campionato sono arrivati proprio in questa situazione di gioco. Invertire la rotta sarà quindi fondamentale per accrescere le possibilità di ottenere l'intera posta in palio di San Siro.
I nerazzurri non sono solo la squadra che segna di più nei primi tempi (27 reti totali) ma, soprattutto, quella più prolifica nei 15' finali, fase di gioco in cui sono arrivati ben 17 gol. Sono poi tanti i punti di contatto tra due squadre concrete ed efficaci: le chiare occasioni da gol prodotte (115 l'Inter e 82 il Milan, nessuno ne ha create di più), i duelli vinti (fanno leggermente meglio i rossoneri, ma anche qui parliamo delle due migliori in Serie A), le percentuali di passaggi riusciti. L'Inter è più abituata a produrre verticalmente, ma palesa vulnerabilità nelle ripartenze e nei contropiedi subiti. Uno dei gol subiti a questa voce, peraltro, ce lo ricordiamo bene: l'1-0 di Pulisic nella sfida d'andata. Con pressioni relative di classifica e tanta voglia di fare bene da entrambi i lati si può immaginare come le due squadre potrebbero affrontarsi a viso aperto con i loro 3-5-2, dando vita a una bella partita.
IL PESO DELL'ASSENZA DI LAUTARO, IL MOMENTO DI DIMARCO. E OCCHIO A ESPOSITO
Pochi ma significativi gli assenti forzati. Se in campo rossonero non ci sarà Matteo Gabbia, match winner nella scorsa stagione in casa interista, Chivu non potrà contare su un grande protagonista del Derby degli ultimi anni, ovvero Lautaro Martínez. Sin dal suo arrivo a Milano nel 2018, il capitano dell'Inter ha saltato soltanto tre Derby dei 24 giocati, ma i nerazzurri non ne hanno risentito particolarmente dal momento che non hanno mai perso in queste occasioni (due vittorie e un pareggio). A sostituire l'argentino sarà l'azzurro Francesco Pio Esposito, atteso alla prima stracittadina da titolare e protagonista in questa stagione con 7 gol segnati, di cui quattro in campionato. Alla prossima rete Esposito eguaglierebbe altri quattro interisti capaci di segnare almeno cinque volte in una stagione di A prima di compiere 21 anni nell'era dei tre punti a vittoria: Ventola, Martins, Balotelli e Kovačić. Ad affiancarlo è atteso Marcus Thuram, a segno nei suoi primi due Derby di Milano giocati ma a secco nei successivi tre.
Se parliamo di stato di forma, è difficile non identificare in Federico Dimarco l'interista con la migliore condizione. Il terzino azzurro e milanese nel 2026 ha preso parte a 12 reti (4 gol e 8 assist) in 10 partite, tra cui le ultime sei disputate consecutivamente. Dimarco è il miglior assistman del nostro campionato - ben 14, a -2 dal record stabilito nel 2019/20 dall'atalantino Gómez - ed è anche il calciatore ad avere creato più occasioni da gol in questa stagione, ben 74. Cliente da attenzionare sulla fascia per i nostri esterni, non c'è dubbio. Per il resto, conosciamo bene buona parte dell'impianto di gioco nerazzurro e dei punti di riferimento tattici e tecnici, rimasti per lo più invariati nell'era Chivu. Elementi come Bastoni e Çalhanoğlu mantengono infatti la loro centralità in fase di costruzione, ma occhio anche a Piotr Zieliński: il polacco ha deciso il big match dello scorso 14 febbraio contro la Juventus e ha nel Milan una delle sue vittime preferite nel campionato italiano, con quattro reti segnate vestendo le maglie di Empoli e Napoli.
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