nazionali24 novembre 2022

ROSSONERI MONDIALI: KAKÁ

Contro la Serbia parte il Mondiale del Brasile: riviviamo un ricordo iridato dell'ex milanista

Campione del Mondo e d'America in carica, il Brasile si presentava ai nastri di partenza del Mondiale 2006 con l'obiettivo di un bis consecutivo che, ai verdeoro, non riusciva dal biennio 1958-1962. Un traguardo che prima era riuscito soltanto all'Italia negli anni '30, e che avrebbe consegnato all'immortalità calcistica quella generazione di calciatori. 10 dei 23 selezionati dal CT Parreira per il mondiale tedesco erano infatti reduci dal trionfo di quattro anni prima a Yokohama, e alcuni di loro avevano anche "fatto la squadra" negli anni '90, chiusisi con il successo nel 1994 e la finale del 1998

Tre finali consecutive, un altro record iridato che il Brasile condivide con un'altra squadra (la Germania Ovest 1982-1990) e che poteva essere superato nel Mondiale di 16 anni fa. Per inseguire questi obiettivi ambiziosi, la Seleção puntava sui suoi elementi più esperti ma anche su quelli emergenti: due categorie di giocatori che comprendevano grandi protagonisti a livello internazionale in quelle stagioni. Uno dei più attesi, dopo un Mondiale 2002 da comprimario con una sola apparizione, era Ricardo Izecson dos Santos Leite. Al secolo, Kaká.

Ai 42 gol segnati, dall'arrivo nell'estate 2003, nelle sue prime tre stagioni con la maglia rossonera, Kaká aveva affiancato una serie di prestazioni convincenti e determinanti con la maglia della nazionale, in un lungo cammino di qualificazione condotto brillantemente da un Brasile arrivato primo - a pari merito con l'Argentina - nel girone unico CONMEBOL.

A rivedere oggi la formazione scelta da Parreira per l'esordio iridato contro la Croazia, tra l'altro in quell'Olympiastadion teatro della Finale, emerge immediatamente l'idea di un concentrato di talento incredibile. Kaká, Ronaldinho, Adriano e Ronaldo tutti insieme in campo, in una sfida dalle forti tinte rossonere: oltre a Ricky, tra i 22 titolari figuravano anche Dida, Cafu e Dario Šimić.

La partita spettacolare che ci si poteva attendere alla vigilia fece spazio, in realtà, a una sfida contratta ed equilibrata, una di quelle che solitamente vengono decise dagli episodi. Quello decisivo arriva al minuto 44, ed è tutto "Made in AC Milan": appoggio dalla destra di Cafu per Kaká, che prima appoggia sul piede sinistro superando l'opposizione di Kranjčar e poi scarica un sinistro mirato dai 25 metri che batte Pletikosa.

Un gol che resterà l'unico della serata berlinese ma anche il solo segnato, in carriera, da Ricky ai Mondiali. Il sogno brasiliano di riscrivere il libro dei record, invece, si fermò ai Quarti di finale: dopo quattro vittorie nelle prime quattro partite - l'1-0 sui croati fu seguito dai successi su Australia (2-0), Giappone (4-1) e Ghana (3-0) - la squadra di Parreira fu eliminata dalla Francia, mancando anche la rivincita della Finale persa otto anni prima a Parigi.


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