passion12021 dicembre 2019

LO CHIAMAVANO HOLLIT...

Gli scherzi e l'amicizia tra Ruud Gullit e il dottor Rudi Tavana

"Ero in Olanda, tutti i giorni con lui per fare la rieducazione al ginocchio e non capivo...". Chi racconta è il dottor Rodolfo Tavana, primo brillante medico del Milan berlusconiano. Un professionista della medicina che era diventato amico di Ruud Gullit, dopo uno scherzone che il gigante olandese gli aveva tirato. Così amico, che lo aveva seguito in Olanda dopo la delicata operazione estiva alla cartilagine del ginocchio del Tulipano Nero effettuata nel settembre del 1989, pochi mesi dopo la Coppa dei Campioni vinta a Barcellona contro la Steaua.

Prima la fisioterapia, poi la corsa fra i viali alberati e i parchi di Amsterdam. Nell'autunno del 1989 trascorrevano così le giornate di Ruud e Rudi. Il quale Rudi Tavana racconta: "Gli sportivi olandesi gli sorridevano tutti, anche se lui aveva giocato nel PSV Eindhoven e non nell'Ajax. Lo fermavano per un autografo, lo segnavano con il dito da lontano. E io continuavo a sentire Hollit, Hollit, Hollit. Mi sono chiesto se fosse un soprannome o una mascotte a lui cara. Mi spiegò poi Gullit che il suo cognome in Olanda si pronunciava proprio così, Hollit. Non si finisce mai di imparare".

L'importante è che dopo quella riabilitazione ad Amsterdam, il buon Ruud sia tornato in tempo per vincerne un'altra di Coppa dei Campioni. Proprio così: maggio 1989 finale europea vinta a Barcellona, settembre 1989 operazione al ginocchio e maggio 1990 titolare dal primo minuto nella seconda finale europea consecutiva vinta dai rossoneri, a Vienna contro il Benfica. Erano diventati amici, Gullit e Tavana.

Ruud era un compagnone. Pochi giorni prima della finale con la Steaua, l'olandesone era in panchina a San Siro per un Milan-Cesena terminato 0-0 e Arrigo Sacchi gli disse sorridendo ma non troppo: "Lo sai che sei proprio un casinista? Lo sai che fai così tanto casino che ti preferisco in campo piuttosto che qui in panchina con me...?". Lo sapeva bene il dottor Tavana che Gullit era un giocherellone: "Nel suo primo campionato al Milan, lui era il nostro fuoriclasse, era un momento in cui il presidente Berlusconi si occupava della squadra minuto per minuto...

Una sera mi stavo preparando la cena e viene Ruud a suonare al campanello. Voleva un consiglio, su un dolorino, una eventuale medicina. Risolta la questione, gli chiesi se volesse fermarsi a cena. Il mio cagnolone stava dormendo e all'arrivo in salotto nota questo omone così alto, così robusto, si spaventa e lo morsica leggermente sotto le ginocchia. Piccola medicazione, tutto a posto. Il giorno dopo a Milanello, Gullit mi viene incontro in stampelle e mi dice guarda come mi avete ridotto tu e il tuo cane. Mi sentii svenire, ma era tutto uno scherzo. Subito un gran sorriso e via le stampelle, voleva farmi spaventare". La domenica dopo fece anche gol. Ruud.

Il grande Milan era fatto così. Sarebbe stato bello se fossero divenuti così amici anche Rudy e Marco van Basten. Lui, il Cigno, si fidava del professor Marti e si fece operare da lui alla caviglia nel dicembre 1992 alla Gut Klinik di Saint Moritz, una clinica nuova di zecca. A Milanello, gliel'avevano detto di non operarsi...Sussurri e grida indicano che in una Università lombarda, probabilmente quella di Pavia, quelle cartelle cliniche post operatorie venissero esibite per dimostrare come non si deve intervenire su una caviglia. Non una caviglia qualunque. La caviglia del Cigno di Utrecht.


di Mauro Suma

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