


Cremonese-Milan, una trasferta breve che ritorna dopo quasi quattro anni in casa rossonera. Una partita che vanta diversi precedenti significativi nella nostra storia, soprattutto a San Siro, per esempio ripensando a quella volta in cui contro i grigiorossi abbiamo festeggiato uno Scudetto. Più equilibrato il bilancio tra le due squadre quando prendiamo in considerazione le partite disputate a Cremona, ed equilibrato è un termine che si adatta bene alla sfida del 10 febbraio 1985 allo Zini.
Una partita a cui l'allora squadra di Nils Liedholm non arrivava nel migliore dei modi, reduce da tre partite senza vittoria (un ko interno col Como e due pari con Udinese e Fiorentina). Risultati che rendevano complicata la rincorsa a un piazzamento europeo in un periodo che precedeva diversi cambiamenti importanti in casa milanista. Basti pensare, per esempio, a come non era ancora iniziata l'era Berlusconi.
Sono passati poco più di 40 anni, e tante sono le differenze con quel calcio. Nel Milan che scese in campo quel giorno allo Zini figuravano però tanti grandi protagonisti della nostra storia: Tassotti e Galli in difesa, Evani a centrocampo, Virdis in attacco. Senza dimenticare i due stranieri dell'epoca, gli inglesi Wilkins e Hateley. Una squadra dall'elevato potenziale che però dovette sudare per avere la meglio della compagine guidata da Mondonico, neopromossa in A e tornata in B al termine della stagione 1984/85.
Dopo 90 minuti di stallo furono i minuti di recupero a dirimere il verdetto di quella giornata di febbraio. Fallo in area su Virdis, dal dischetto si presenta Agostino Di Bartolomei. Già a quattro gol - equamente distribuiti tra Serie A e Coppa Italia - nella prima metà della sua prima stagione in rossonero, il centrocampista romano calcia un destro potente, centrale e a mezza altezza. Portiere spiazzato, vittoria rossonera: un risultato importante per una stagione che si concluderà col ritorno in Europa.
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